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Omicidio Vannini, i genitori di Marco: “L’Italia chiede giustizia”

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I genitori di Marco Vannini: "Chiediamo pena adeguata e che venga riconosciuto l'omicidio volontario"

Omicidio Vannini genitori Marco

Marina e Valerio Vannini sono i genitori di Marco, il ragazzo morto nel 2015 per le ferite riportate a seguito di un colpo di pistola sparato da Antonio Ciontoli, padre della sua fidanzata. I la mamma e il papà della giovane vittima dell’omicidio hanno rilasciato un’intervista a Fanpage nella quale hanno detto: “Eravamo una famiglia tranquilla, non sapevamo cosa fosse un processo, cosa fosse un’aula di tribunale, ci siamo trovati ad andare a piazzale Clodio.

Io – precisa la mamma – neanche sapevo com’era il palazzo di giustizia”. “La nostra lotta è supportata da tante persone che ci aiutano – aggiunge la coppia – che ci danno una spinta morale. Non siamo solo noi a chiedere giustizia, è l’Italia intera che chiede giustizia per Marco. Mi telefonano dall’estero, c’è gente che ha fatto il biglietto dall’estero per venire a piazzale Clodio. Io ho detto guardate che non si può entrare, non si possono fare assembramenti, ma non gli interessa, sono tutti pronti perché vogliono giustizia per Marco”.

Omicidio Vannini, parlano i genitori di Marco

Dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha disposto un nuovo processo d’appello, il 30 settembre i giudici si pronunceranno nuovamente. In primo grado Antonio Ciontoli era stato condannato a 14 anni di reclusione per omicidio volontario, mentre i giudici d’appello lo avevano condannato a 5 anni per omicidio colposo.

Una sentenza, quest’ultima, contestata dalla Corte di Cassazione, che ha chiesto un processo d’appello bis. “All’inizio ci sembrava così palese che la giustizia dovesse stare dalla nostra parte. Invece ci siamo resi conto negli anni che avremmo dovuto lottare per avere questa giustizia. E siamo arrivati fino alla Cassazione, ci speravo, ma non mi volevo illudere visti i due processi precedenti, tant’è vero che non ho voluto neanche sentire quando leggevano la sentenza perché stavo veramente male.

Poi è uscito mio nipote e mi ha detto: è tornato tutto indietro, si celebra un processo bis. In me si è riaccesa la speranza, la speranza di dare giustizia a Marco”.

“Marco non ce lo ridà nessuno – precisano i Vannini – quindi una pena di più anni o meno anni per i Ciontoli è relativo, però che sia una pena adeguata e che gli venga riconosciuto l’omicidio volontario perché loro, è stato dimostrato, in quei 110 minuti hanno fatto di tutto e hanno accettato e voluto che Marco morisse”.

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.

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