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Pedofilo violentava minorenni e riprendeva la scena

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Un 50enne si fingeva una ragazzina su WhatsApp per adescare le minorenni. Poi le violentava e riprendeva la scena

Si fingeva ragazzina su WhatsApp ma era un pedofilo

Si fingeva una ragazzina per adescare minorenni in chat. Con l’accusa di violenza sessuale, sostituzione di minore e produzione di materiale pedopornografico, un uomo di 50 anni residente a Codogno, in provincia di Lodi, ha ricevuto una condanna a 19 anni di carcere.

I fatti in questione si sono verificati tra il 2017 e il 2018, ma le indagini sono scattate lo scorso anno. Secondo quanto riportato dai giudici nella sentenza, l’uomo, fingendosi una ragazzina su whatsapp, riusciva ad adescare delle minorenni abusando poi sessualmente delle stesse. Ciò è avvenuto almeno in tre casi. Su whatsapp il pedofilo si presentava con il nome di Giulia, in poco tempo riusciva ad acquisire la fiducia delle sue interlocutrici fino ad ordinare loro di andare a casa sua ed avere rapporti sessuali.

Ma non solo. Dentro l’abitazione il 50enne riprendeva tutto con delle telecamere che aveva sistemato in ogni zona dell’appartamento.

L’uomo riprendeva le violenze

È stata proprio la detenzione del materiale pedopornografico a far scattare, lo scorso anno, le manette per il 50enne di Codogno. La pena di 19 anni inferta all’uomo, è la più alta mai stabilita per un pedofilo. Nel corso del processo, che si è tenuto a Lodi, i legali dell’imputato hanno cercato di far passare la tesi dell’infermità mentale, ma i giudici non gli hanno creduto.

Oltre al carcere, il pedofilo è stato condannato ad una provvisionale di 100 mila euro ai danni delle famiglie delle minorenni abusate che si sono costituite parte civile.

Giornalista pubblicista dal 2006, collabora con il quotidiano La Sicilia ed è direttore del quotidiano online Novetv.com. Ha firmato articoli anche per il FattoQuotidiano.it, nel 2018 ha vinto il premio internazionale Luchetta per un'inchiesta sul caporalato. Autore del libro "L'Infanzia Negata" edito da Albatros.


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Carmelo Riccotti La Rocca

Giornalista pubblicista dal 2006, collabora con il quotidiano La Sicilia ed è direttore del quotidiano online Novetv.com. Ha firmato articoli anche per il FattoQuotidiano.it, nel 2018 ha vinto il premio internazionale Luchetta per un'inchiesta sul caporalato. Autore del libro "L'Infanzia Negata" edito da Albatros.

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