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Crisanti sul piano tamponi: “Mi hanno ignorato e ora piangiamo”

Crisanti sul piano tamponi non ha dubbi: lo hanno ignorato, adesso le conseguenze sono tangibili. "Mesi buttati e ora piangiamo”, ha dichiarato.

Crisanti: "Piano tamponi ignorato"
Il microbiologo Crisanti parla del piano tamponi, ignorato.

Il piano tamponi di Crisanti non è mai partito. Il noto microbiologo, che da inizio epidemia sta fornendo il suo aiuto nella gestione del Covid in Italia, aveva infatti proposto di triplicarli per ottenere un quadro più completo della situazione epidemiologica, ma lo hanno ignorato.

Crisanti, il piano tamponi ignorato

“L’aumento dei test di questi giorni è un pannicello caldo. Volevo triplicarli, nessuno si è fatto vivo”, ha dichiarato Crisanti a Repubblica, “Il mio piano sui tamponi ignorato.

Mesi buttati e ora piangiamo”. Secondo quanto ha affermato, l’aumento record nel numero dei tamponi registrato nella giornata del 7 ottobre 2020, ovvero oltre i 125mila (25mila in più rispetto al giorno prima), non sarebbe sufficiente. “Venticinquemila in più? Sono acqua fresca. O una pezza calda, se preferisce. Io ne suggerivo 3-400 mila al giorno”, ha detto il microbiologo durante l’intervista.

Crisanti: “Ora paghiamo le conseguenze”

Amareggiato per il disinteresse nei confronti del suo piano, Crisanti ha specificato di averlo consegnato al ministro Federico D’Incà e al viceministro Pierpaolo Sileri, questi lo hanno sottoposto al Cts.

“Poi non ne ho saputo più nulla. Lo dico contro me stesso: forse ad agosto eravamo già in ritardo e ora ne paghiamo le conseguenze. Abbiamo perso 4 mesi preziosi”, ha proseguito l’esperto, “L’aver pensato che era tutto finito perché avevamo 100 casi al giorno è stata un’illusione e nel frattempo non s’è fatto nulla. Abbiamo speso miliardi per il bonus bici e i banchi, invece di investirli per creare un sistema sanitario di sorveglianza che ci avrebbe messo in sicurezza”.

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