×

Covid-19, Palù avverte: “Carica virale minore, ma attenti all’inverno”

Condividi su Facebook

"I raggi ultravioletti dell'estate hanno inciso nel ridurre la carica virale del Covid-19, ma in inverno nuovi rischi", ha spiegato Giorgio Palù.

Palù Covid inverno

Per mesi nel mondo si è diffusa la credenza secondo cui le alte temperature avvrebbero potuto uccidere il Covid-19, eppure gran parte dei paesi, al termine dell’estate, si ritrovano a dovere affrontare una nuova ondata del virus. Il timore, adesso, è che con l’inverno i contagi possano ulteriormente aumentare.

Si tratta, secondo il virologo Giorgio Palù, di un rischio concreto.

Palù: “Il virus non si è indebolito”

I dati dimostrano che, attualmente, il tasso di letalità del Covid-19 è più basso rispetto al periodo di inizio della pandemia, tuttavia non è possibile essere sicuri del fatto che l’andamento rimarrà decrescente. A spiegarlo il presidente delle Società italiana ed europea di Virologia, ora consulente di Azienda Zero, nonché docente emerito dell’Università di Padova.

Al momento – dice Palùnon c’è nessuna dimostrazione dell’ipotesi che una delle mille mutazioni omoplasiche del virus, avvenute nelle stesse porzioni di geni diversi, possa essere legata a una perdita di virulenza. Per affermarlo servono studi che richiedono un lungo periodo di tempo. Quindi dobbiamo confidare di più sul dato clinico, il quale ci dice che oggi in Italia il 95% dei casi attivi è costituito da asintomatici o paucisintomatici, il tasso dei ricoverati in Rianimazione è inferiore di circa 14 volte rispetto a febbraio-marzo e quello di letalità è quasi 30 volte più basso, quindi l’impatto della sindrome è diverso.

Non abbiamo certezze in merito al perché.

Tutti i virus pandemici che hanno una letalità relativamente bassa, com’è questo che ha un tasso del 3 per mille, cercano di trovare il loro adattamento nell’uomo: in quanto parassiti obbligati – spiega – non hanno interesse a uccidere l’ospite e quindi a estinguersi a loro volta. Non a caso la maggior parte dei positivi al tampone molecolare lo risulta dopo un’amplificazione di almeno 30 cicli: a quel punto non è affatto detto che si trovi un virus replicante, forse anzi si individua un virus morto, forse solo un pezzettino di virus.

Ecco perché vale la pena ricordare per l’ennesima volta che, quando si dice che una persona è positiva, non significa affermare che è malata o contagiosa.

La carica virale – sottolinea – è fondamentale in tutti gli agenti delle malattie trasmissibili. Se ingurgito un milligrammo di amanita falloide (un fungo velenoso, ndr.) sopravvivo; ma se ne mangio un chilo, muoio. Ecco, lo stesso vale per il virus: se ne respiro poco, mi ammalo meno o non mi ammalo affatto ed è difficile che a mia volta io diventi contagioso.

Il microbiologo Didier Raoult all’Università di Aix-Marsiglia e i ricercatori della Charité a Berlino hanno dimostrato che ci vuole almeno un milione di genomi equivalenti, cioè di particelle virali simili, per infettare qualcun altro“.

I rischi legati all’inverno

Una delle ragioni secondo cui la carica virale e la letalità del virus si sono ridotte, secondo il virologo Giorgio Palù, dipende dalla stagione estiva.

Oltre all’adattamento del virus all’uomo, hanno inciso l’estate con i raggi ultravioletti che sono virucidi e le precauzioni che abbiamo imparato a prendere, come distanze, mascherine e igiene. Però ora non dobbiamo sottovalutare la situazione, in quanto un virus a diffusione aerea qual è questo, d’inverno diventa più pericoloso a causa delle condizioni ambientali: ci ritroviamo per tutto il giorno in ambienti chiusi, l’aria ricircola all’interno senza ricambio dall’esterno, la temperatura più bassa preserva meglio il patogeno, il famoso droplet si nebulizza e, nell’incontro con l’aria fredda, si dissolve in goccioline più piccole che viaggiano a una maggiore distanza.

Inoltre, abbiamo imparato a riconoscere i casi, a trattarli presto e bene con l’antivirale Remdesevir, a evitare le complicanze mortali come la tromboembolia, l’embolia polmonare, la trombofilia. Ma dobbiamo continuare mettere in atto tutte le misure utili a tenere più bassa possibile la curva dei contagi“.

Le nuove misure restrittive

Il presidente delle Società italiana ed europea di Virologia, inoltre, ha commentato le nuove misure restrittive emanate dal Governo, tra cui l’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto. 

All’aperto, se sto camminando in montagna da solo, non ha nessun senso indossare la mascherina. Invece in una strada affollata della movida, sarà bene usarla. Quanto ai luoghi chiusi, credo sarebbe da rivedere la distanza nei ristoranti e nei pub, perché molti sono troppo affollati. Capisco che bisogna salvaguardare l’economia, ma adesso che con il freddo non ci saranno più i plateatici, il problema si aggraverà. E non possiamo pensare che la soluzione sia il tampone salvifico con cui controllare tutti i contatti di un’infinità di asintomatici: quella è una missione impossibile. Piuttosto – conclude Palùutilizziamo i test antigenici, come quello sulla saliva: costano poco, danno la risposta in pochi minuti e si rapportano al dato clinico“.

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.


Contatti:
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Contatti:
Chiara Ferrara

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.

Leggi anche

Entire Digital Publishing - Learn to read again.