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Parla Mattia, il 19enne intubato a causa del coronavirus

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Coronavirus, la storia del 19enne Mattia in terapia intensiva: "Se vivi un'esperienza così la mascherina la metti ovunque". Il messaggio ai coetanei

Mattia

“Sto bene, ora”. È un po’ come un amico che conosciamo solo di vista, ma a cui siamo legati per la sua storia: lui è Mattia, 19 anni e due settimane di terapia intensiva. L’italiano più giovane ad essere finito intubato a causa del coronavirus si racconta al Corriere, ora che, finalmente, sta bene.

Parla Mattia, il 19enne intubato

“Sto bene, ma per riprendermi mi ci sono volute tre settimane dopo le dimissioni”. Mattia Guarneri, dalla sua cameretta nella casa di Cremona, ripercorre quelli che sono stati, probabilmente, i momenti più brutti della sua vita. Una brutta polmonite causata dal coronavirus l’ha costretto a due settimane di terapia intensiva. Tutto è bene quel che finisce bene, ma l’esperienza di Mattia è d’esempio per molti che, come lui, sottovalutano il virus.

“Sì, abbiamo esagerato. Quest’estate abbiamo creduto un po’ tutti che la mascherina non servisse più, che il peggio fosse passato. Sono andato a Riccione con gli amici e lì erano più i ragazzi che la mascherina la lasciavano in hotel. Sono stato pure in discoteca: mi piace. Però mai senza protezioni“. E proprio quella mancanza di attenzione a Mattia poteva costare ancora più caro. “Forse ho trascinato anche i miei amici a proteggersi: hanno davvero creduto di perdermi.

Ho saputo che mentre ero in coma hanno organizzato una veglia con degli striscioni per me”.

Coronavirus, Mattia e l’appello ai coetanei

Dopo le settimane in ospedale Mattia ha capito davvero quanto sia pericoloso il coronavirus e oggi vuole trasmettere questo messaggio ai suoi coetanei, e non solo. “Ho il timore di rivivere quei giorni. Lo dico ai miei coetanei, forse in questo sono un po’ un influencer: la mascherina e il distanziamento sono le uniche armi che abbiamo per non rivedere quelle corsie d’ospedale.

Dopo le dimissioni, quando non mi reggevo in piedi, ho pensato che forse la gravità del Covid la capisce solo chi l’ha provato. Non auguro a nessuno ciò che ho passato, ma se vivi un’esperienza così la mascherina la metti ovunque“.

Nata a Voghera, il 08/09/1996, è laureata in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità (CIM) presso l’Università di Pavia. Collabora con Gilt Magazine e ha lavorato presso SkyTG24.


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Alessandra Tropiano

Nata a Voghera, il 08/09/1996, è laureata in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità (CIM) presso l’Università di Pavia. Collabora con Gilt Magazine e ha lavorato presso SkyTG24.

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