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Le Foche: “In primavera l’epidemia sarà domabile, mascherine decisive”

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"Ci sono le premesse per essere fiduciosi e aspettarsi che questa epidemia entro marzo-aprile sia domabile", ha detto l'immunologo Le Foche.

coronavirus Le Foche

Lo scorso giugno, parlando dell’andamento del coronavirus in Italia, Francesco Le Foche, immunologo clinico all’università La Sapienza, prevedeva una seconda ondata a dicembre, ma meno forte rispetto a quella vissuta in primavera. Intervenuto nuovamente per descrivere la curva epidemiologica nel nostro Paese, Le Foche ha dichiarato: “Il virus è sempre lo stesso”, ma “ci sono le premesse per essere fiduciosi e aspettarsi che questa epidemia entro marzo-aprile sia finalmente domabile”.

Fondamentale, secondo Le Foche, resta l’uso della mascherina, “se usata correttamente”.

Coronavirus, le parole di Le Foche

Mentre in Italia preoccupa il costante incremento dei casi di Covid-19, con 5.456 contagi e 26 morti nelle ultime 24 ore, l’immunologo Le Foche non si allarma.

Intervistato dal Corriere della Sera, infatti, ha dichiarato: Non sono preoccupato. La maggior parte dei contagiati esprime una forma di malattia molto blanda, probabilmente perché la carica virale del Sars-CoV-2 è molto bassa. Ma ha precisato: “Il virus è sempre lo stesso. Per carica virale si intende la quantità di virus che aggredisce una persona esposta al contagio. Se la carica è bassa l’individuo non si ammala”.

Quindi ha ribadito: Le mascherine stanno svolgendo un ruolo fondamentale.

Bloccano il virus o nella peggiore delle ipotesi ne riducono la trasmissione e questo fa sì che chi si infetta non riporta gravi danni”.

Per Le Foche la situazione negli ospedali è “sotto controllo”. Infatti, ha spiegato: “Entrano più pazienti, ma altrettanti vengono dimessi in buona salute. Le uniche difficoltà riguardano le persone positive che devono restare in reparto in quanto non hanno abitazioni sicure dove trascorrere l’isolamento. Servono in questa fase degli alloggi alternativi in modo da non ridurre la disponibilità dei posti letto che devono restare liberi.

Le Regioni si devono attrezzare.

Le richieste di tampone sono numerosissime e altrettanto lunghe le file per eseguirlo. Questo ritardo nella diagnosi può favorire la diffusione del virus? “È un problema limitato ad alcune realtà territoriali. Credo che la possibilità di richiedere il tampone rapido ai laboratori privati a un costo moderato allenterà la pressione sui drive in. Ricordiamo però che il test rapido antigenico è uno screening, in caso di positività serve comunque il tampone classico che rileva la presenza del virus”, ha detto l’immunologo de La Sapienza.

Quando finirà l’emergenza sanitaria

Secondo Francesco Le Foche la prossima primavera, a circa un anno di distanza dallo scoppio dell’emergenza sanitaria nel nostro Paese, la pandemia “sarà finalmente domabile”. La battaglia verrà vinta dalla scienza che sarà pronta con vaccini e farmaci, quindi dobbiamo resistere altri 5-6 mesi“, è il suo commento. Per questo motivo, è fondamentale attrezzare gli ospedalimeglio di quanto sia stato fatto fino a oggi, considerando anche che il Covid si mischierà con l’influenza.

Sulle cure a cui stanno lavorando gli scienziati, ha aggiunto: “Sono sulla buona strada almeno 4 vaccini basati su diverse tecnologie. Uno o più tra questi dovrebbero essere pronti e somministrabili a fine inverno o anche prima. Sono inoltre in dirittura d’arrivo gli anticorpi monoclonali, in cui credo molto. Avranno un ruolo fondamentale come è stato per altre malattie, per esempio quelle autoimmuni. Sono farmaci biotecnologici che svolgono la funzione del sistema immunitario nel difenderlo. Nel caso di questo virus bloccano la proteina Spike grazie alla quale penetra nelle cellule e agiscono in 3-4 ore. I pazienti dopo 3 giorni stanno bene, come Trump.

Le misure di contenimento

In attesa di nuove misure restrittive volute dal governo per allentare la risalita dei contagi in Italia, Le Foche ha commentato: “È giustissimo mettere in campo tutto quello che è possibile. La sanità pubblica deve dare il massimo in questa fase e lo stesso devono fare i cittadini, consapevoli che i comportamenti individuali sono la terapia più efficace.

Quindi ha sottolineato, ancora una volta, l’importanza di usare la mascherina, la quale deve essere indossata correttamente.Indossarla sotto il naso è come non averla perché il virus è nel respiro. Chi ha una vita attiva dovrebbe cambiarla due volte al giorno, se è consunta e sporca non serve a niente, ha precisato.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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