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Dpcm, per Crisanti le misure non considerano i contagi nelle scuole

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Per il virologo Crisanti il nuovo dpcm non ha preso in considerazione la riapertura delle scuole e i contagi che avvengono all'interno.

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Per il virologo Andrea Crisanti le nuove misure adottate dal Dpcm non prenderebbero in considerazione la riapertura delle scuole. Secondo il virologo i contagi avvengono più nelle scuole che in qualsiasi altro luogo. Le restrinzioni del nuovo Decreto escludono gli istituti scolastici, ma i risultati si vedranno tra 2-3 settimane.

Dpcm, Crisanti: “sbagliato non considerare scuole”

Con la firma del nuovo Dpcm, il Governo ha varato nuove misure restrittive che non prendono in considerazione le scuole. Per il virologo Andrea Crisanti – intervenuto in diretta durante la trasmissione tv di La7, “L’aria che tira” – non valutare l’effetto che avrà nel lungo termine la riapertura delle scuole è sbagliato. L’impatto, per lo scienziato, si avrà e sarà molto forte.

“Le decisioni devono essere prese sulla base di osservazioni” – afferma Crisanti.

Se ci basiamo solo sui bambini sintomatici, sottostimiamo notevolmente. Nella fascia fino a 10 anni, gli asintomatici sono il 95%“. Non sarebbe corretto prendere in considerazione solo il dato degli asintomatici in quanto i bambini delle scuole contrarrebbero il virus senza manifestare sintomi evidenti.

Bisognerebbe fare un campionamento di massa su vari classi di alunni per capire se il virus si trasmette in queste comunità. A quel punto capiremmo se le misure adottate per la scuola sono adeguate”, aggiunge il virologo.

Crisanti: “la curva dei contagi aumenterà”

Crisanti ha inoltre tenuto a precisare che sarà inevitabile un aumento dei contagi da Covid-19 e fa riferimento ai Paesi a noi vicini come Francia, Spagna e Inghilterra, dove la curva dei contagiati si è alzata fino a toccare vette mai raggiunte in Europa.

Il medico ha poi affermato che esiste un problema nella somministrazione dei tamponi. “Noi facciamo 130mila tamponi al giorno, un terzo serve alla sorveglianza del personale sanitario e un terzo alle persone infette.

La sorveglianza attiva si riduce a 40mila tamponi, ne servirebbero 100mila. Ogni giorno abbiamo 5mila persone positive in più e diminuisce la quota per i tamponi di sorveglianza”.

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.


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Maria Zanghì

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.

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