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Miozzo: “Terapie intensive sovraccaricate, attenzione ai trasporti”

Miozzo ha evidenziato che le terapie intensive degli ospedali italiani sono sovraccaricate e alcune strutture rischiano di arrivare alla saturazione.

Agostino Miozzo
Agostino Miozzo

Il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico Agostino Miozzo, alla luce della firma di due dpcm in una sola settimana, ha parlato di un’evoluzione critica dei numeri dei contagi giornalieri, che domenica 18 ottobre hanno superato quota 11 mila, e di un sovraccarico delle strutture di ricovero e delle terapie intensive.

Ha però invitato a non fare terrorismo mediatico e a non alimentari “scenari inquietanti distribuiti a fini di speculazione politica“.

Miozzo sulle terapie intensive

Dati i numeri di ricoveri quotidiani, secondo l’esperto con l’attuale incremento dell’indice di trasmissione del virus le strutture sanitarie, specie in alcune regioni, rischiano di giungere alla saturazione. Per questo la prima cosa da fare è rafforzare la medicina territoriale coinvolgendo i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta.

Un altro punto cruciale dovrà per lui essere il trasporto pubblico in modo da evitare picchi di concentrazione dei viaggiatori. “Si sarebbe dovuto intervenire a livello locale ben prima di arrivare all’apertura delle scuole con 10 milioni di persone in movimento“, ha sottolineato.

Il ritorno a scuola non sembra comunque essere uno dei luoghi principali di trasmissione dell’infezione. Grazie all’introduzione delle precauzioni quali mascherine, igiene e distanziamento, “le ore che i nostri ragazzi passano a scuola sono in un contesto relativamente sicuro“.

I rischi maggiori, ha continuato, si corrono prima di entrare e dopo essere usciti dagli edifici scolastici.

Quanto alle problematiche legate alla diagnostica e alla tracciabilità dei contagi, già sottolineate anche da Walter Ricciardi, ha spiegato che per intervenire servirebbe potenziare la medicina territoriale. Con ciò intende, oltre ai medici di base e ai pediatri, ogni possibile struttura sanitaria attiva incluso il volontariato civile e le risorse militari.

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