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Muore a 3 anni per le botte del patrigno, madre a giudizio

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I fatti risalgono al 2016. La piccola Samantha è stata picchiata fino alla morte dal patrigno. La madre, Juana Francisca è stata rinviata a giudizio.

violenza bambini

Morire a tre anni per le botte del patrigno. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Juana Francisca, la madre della piccola Samantha che morì a causa dei maltrattamenti e delle botte subite dal patrigno, Tonino Krstic, compagno della madre.

I fatti avvennero a Calambrone, in provincia di Pisa, il 27 aprile del 2016.

La madre rinviata a giudizio

Per la Corte d’Assise d’appello, infatti, la pena a già comminata a 12 anni per maltrattamenti all’uomo, non è sufficiente. La donna deve rispondere anche di omicidio volontario aggravato, in concorso con l’ex. Anche se non è stata lei a cagionare con le proprie mani la morte della bambina, ridotta in fin di vita dalle frustate inferte dal compagno, la donna avrebbe potuto salvare in ogni momento la figlia, chiamando il 118 e dando l’indirizzo della baracca dove la piccola stava morendo.

Poteva, insomma, fare qualcosa prima che quel tragico evento avesse luogo.

Muore a tre anni per le botte del patrigno

Era il 1016.  Juana Francisca, separata e madre di due bimbi minore, vive da qualche tempo con Tonino Krstic a Calmbrone, in provincia di Pisa.  I due vivevano in una casa occupata abusivamente. Krstic picchia sistematicamente la compagna incinta e i bambini, in particolare Samantha, oggetto dei suoi sfoghi.

La frusta con una cinghia inzuppata d’acqua sulle cosce, la prende a calci, pugni e a bastonate.

Quando è calmo si limita a gettarle addosso dell’acqua ghiacciata e la costringe in punizione sotto al letto. Scene di ordinaria follia a cui la madre non ha mai messo un freno. Ha sempre taciuto. Poi il 27 aprile del 2017, la tragedia: la bambina non si muove più e non respira. È Krstic a chiamare il 118 ma ai sanitari dà un altro indirizzo, per dirottarli altrove. Dopo circa due ore, dopo che ha bruciato la cinghia e gli strumenti con cui picchiava la bambina, richiama i soccorsi, dando l’indirizzo giusto.

Ma ormai non c’era più nulla da fare.


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