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Covid-19, i quattro scenari possibili secondo l’Iss: Italia nel terzo

L'Italia nello scenario 3: situazione di trasmissibilità del Covid sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo.

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L’Istituto Superiore di Sanità (Iss), il Ministero della Salute e altre istituzioni sanitarie hanno pubblicato “Prevenzione e risposta a COVID-19”. Il documento, di ben 129 pagine, illustra quattro possibili scenari in cui un paese può trovarsi a fronte dell’emergenza Covid-19:

  1. Situazione di trasmissione localizzata (focolai) sostanzialmente invariata rispetto al periodo luglio-agosto 2020.
  2. Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve-medio periodo.
  3. Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo.
  4. Situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo.

Lo scenario dell’Italia

L’Italia sembrerebbe attualmente trovarsi nello Scenario 3. In base al documento, infatti, in tale fase l’indice Rt è compreso tra 1,25 e 1,5 a livello regionale.

Nel paese l’indice di contagio è attualmente ad una media nazionale di 1,17. Sono molte, in base ai dati a disposizione, tuttavia le regioni con un Rt superiore a 1,25 (Valle d’Aosta, Umbria, Toscana, Piemonte e Campania). L’epidemia sta inoltre accelerando. 

Se, da un lato, il rischio è quello di avvicinarsi nuovamente ad uno Scenario 4, d’altra parte ad oggi possiamo affermare con sicurezza di essere ancora nello Scenario 3.

Le norme di restrizione e i dispositivi di protezione infatti permettono di “limitare solo modestamente il potenziale di trasmissione”. Si ha piuttosto una “mancata capacità di tenere traccia delle catene di trasmissione” e “iniziali segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali in seguito all’aumento di casi ad elevata gravità clinica”. 

In base al documento “la crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2-3 mesi“. Lo Scenario 3, inoltre, viene descritto nel dettaglio in relazione al periodo dell’anno in cui il paese si trova: variabili fondamentali, dunque, sono le temperature e la presenza o meno di influenza stagionale.

Nel caso in cui il paese si trovi nel bimestre settembre-ottobre e il rischio di alcune regioni sia diventato medio o alto, come accaduto in questi giorni, l’Iss consiglia di potenziare il tracciamento, isolare i positivi e rivedere le politiche di offerta dei tamponi. Devono essere attuate, inoltre, misure più dure sul distanziamento, istituite eventuali zone rosse, interrotte attività sociali e produttive ad alto rischio di assembramenti e ridotta la mobilità tra le regioni.

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