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Covid Valle d’Aosta: coprifuoco notturno da sabato 31 ottobre

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In Valle d'Aosta entra in vigore da sabato 31 ottobre un copifuoco notturno. In quelle ore ritornerà obbligatoria l'autocertificazione.

Valle d'Aosta, coprifuoco

Nuove misure verranno attivate in Valle d’Aosta per fronteggiare il Covid-19. I cittadini dovranno osservare un coprifuoco durante le ore notturne.

Valle d’Aosta, in vigore il coprifuoco

Il coprifuoco entrerà in vigore nella serata di sabato 31 ottobre.

Dovrà essere seguito ogni giorno dalle ore 21.00 fino alle 5.00 del mattino successivo. Durante questa fascia oraria le persone avranno la possibilità di uscire solo per lavoro, motivi di salute o questioni di necessità e urgenza. Per allorantanasi dal proprio domicilio sarà nuovamente necessario un modulo di autocertificazione. Il documento verrà allegato assieme alla nuova ordinanza regionale.

Ad annunciare le nuove restrizioni è stato il presidente della regione, Erik Lavevaz.

La decisione è nata in una riunione della Giunta assieme all’Unità di crisi per l’emergenza Covid

Labebaz si è espresso così a riguardo: “L’obiettivo del coprifuoco è di dare il tempo al sistema sanitario di rinormalizzarsi” e ancora Bisogna evitare che l’ospedale vada in crisi, negli ultimi 10 giorni i numeri sono aumentati velocemente“.

Assieme il coprifuoco, nella nuova ordinanza saranno comprese anche una serie di altre disposizioni.

Alcune di esse coinvolgono i centri commerciali.  Ad esempio, l’accesso nel negozio sarà permesso solo ad un membro per ogni nucleo famigliare.

Inoltre, gli esecizi commerciali di dimensioni minori di 40 metri quadrati potranno fare entrare solo una persona per volta.

Limitato sarà anche l’orario per la consegna a domicilio. Bar e ristoranti avranno il permesso di attuarla solo fino alle 24.

La Valle d’Aosta risulta, dalle recenti statistiche, il territorio più fortemente “contagiato” dal coronavirus in Italia. Attualmente i due terzi dei posti letto in ospedale sono utilizzati. La settimana scorsa la regione è diventata quella con la maggior incidenza di casi nella penisola.

Infatti, sono stati registrati 1.135 casi ogni 100.000 residenti.

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