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Covid, Lopalco: “Non possiamo chiudere gli anziani fino al vaccino”

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La Puglia chiude le scuole per prepararsi alla seconda ondata Covid

pierluigi-lopalco

La Puglia ha adottato nuove misure restrittive per contrastare l’emergenza sanitaria dovuta al Covid. Il presidente Michele Emiliano ha emanato un’ordinanza con cui ha chiuso tutte le scuole. D’accordo il Ministro della Salute Roberto Speranza, per il quale la scuola per adesso non è più “intangibile”.

Dopo le polemiche scoppiate, anche per le parole del Presidente della Liguria Giovanni Toti, Fanpage.it ha intervistato l’Assessore alla Sanità pugliese Pier Luigi Lopalco.

Covid in Puglia

“Noi stiamo lavorando per far ripartire progressivamente la didattica in presenza. Ovviamente questa ripartenza progressiva non può che partire dalle elementari – ha iniziato l’Assessore -. Per riaprire devono esserci determinate condizioni, come un riordino del lavoro dei pediatri e un impegno da parte degli istituti scolastici a non chiedere certificati inutili.

Nel frattempo stiamo aspettando che venga completata la distribuzione delle macchine per i tamponi rapidi.

La chiusura delle scuole si è resa necessaria anche per ridurre il numero di persone sui mezzi pubblici. “L’affollamento sui mezzi pubblici è solo parte del problema. E questo è il motivo per cui se riprenderemo con la didattica in presenza inizieremo proprio con la primaria, perché è quella che impatta di meno sui mezzi, ed è quella che crea più disagio sociale, perché ovviamente un bambino piccolo non può rimanere solo a casa”.

Covid, “no isolare anziani”

Da molte voci si sta alzando la proposta di isolare solo le classi veramente a rischio, cioè gli anziani., in modo che non siano contagiati dal Covid. Lopalco però si è dichiarato contrario: “Vorrei capire nella pratica come hanno intenzione di isolare gli anziani. Lo studio epidemiologico è chiaro, non c’è bisogno di uno scienziato per capire che se io chiudo in un castello tutti gli over 75 abbatto enormemente la mortalità.

E queste persone poi che cosa fanno? Rimarranno chiusi là dentro? Non avranno alcun contatto con l’esterno? Chi darà loro da mangiare?”.

Infine: “Per implementare una misura di sanità pubblica bisogna pensare anche a come realizzarla. Non si possono prendere tutti i nonni, toglierli alle famiglie e metterli nelle case di riposo. Abbiamo visto quello che succede nelle Rsa. Isolare queste strutture è complicatissimo, il personale dovrebbe dormire all’interno delle Rsa e non uscire nemmeno per fare la spesa, per poter salvaguardare la salute degli anziani.

In Italia ci sono anche tre o quattro generazioni che convivono all’interno dello stesso appartamento. Attenzione quindi, quando si fanno certi proclami bisogna anche dire come si intende mettere in pratica una misura”.

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.


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Mattia Pirola

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.

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