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Morto Tiziano Piovan, neuropsichiatra infantile, a seguito di un malore

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Morto Tiziano Piovan, neuropsichiatra infantile a seguito di emorragia cerebrale sul posto di lavoro. Vediamo che cos'è e quali i suoi sintomi

morto neuropsichiatra Tiziano Piovan

É morto improvvisamente per emorragia cerebrale, Tiziano Piovan, 46 anni, neuropsichiatra infantile, che operava nell’associazione “La Nostra Famiglia”, di Pasian di Prato.

Tiziano Piovan: morto sul lavoro neuropsichiatra

É venuto a mancare improvvisamente Tiziano Piovan, neuropsichiatra infatile, nella giornata di venerdì 30 Ottobre, quando intorno alle 14.30 ha avuto un malore sulla sede di lavoro, il Centro di riabilitazione ambulatoriale e diurno “La nostra famiglia” di Pasian di Prato.

La causa del malore sarebbe da ricondurre ad una emorragia cerebrale che non gli ha lasciato scampo. Nonostante l’intervento del Pronto Intervento infatti, non si è potuto fare altro che constatare il decesso.

Sconcerto e incredulità serpeggia tra i colleghi dell’Associazione, che lo descrivono come un bravo professionista e un uomo buono. Il dottor Piovan, lascia una moglie e tre figli, oltre ai genitori e una sorella.

Che cos’è l’emorragia cerebrale e quali i sintomi

Quando parliamo di emorragia cerebrale intendiamo una fuoriuscita di sangue a livello cerebrale, che può essere di tipo arterioso o venoso, che porta alla comparsa di deficit neurologici.

Le cause che portano alla comparsa di un’emorragia possono essere molteplici, la più comune, circa il 60-70% dei casi, è l’ipertensione arteriosa, ma può presentarsi anche a seguito di forti traumi cranici, che causano la rottura del vaso, con conseguente versamento all’interno della teca cranica.

Può essere data anche da malformazioni vascolari, come gli aneurismi o malformazioni arterio-venose, oppure per via di neoplasia cerebrali, l’utilizzo di farmaci anticoagulanti (vedi warfarin), l’uso di sostanze stupefacenti e da ultimo anche la presenza placche amiloidali che portano all’angiopatia amiloide.

I sintomi

I sintomi dipendono dalla gravità dell’emorragia e dalla sede in cui si presenta. I più comuni sono: una forte cefalea associata a vomito, difficoltà nel linguaggio, crisi epilettiche, emiparesi, incoordinazione motoria, disturbi respiratori.

Inoltre a seguito dello sversamento, può presentarsi anche un edema cerebrale o un ematoma, che provocano un aumento della pressione all’interno della scatola cranica, con conseguente peggioramento del quadro clinico, che possono indurre al coma e perfino alla morte.

La diagnosi, poichè non è possibile attuare delle procedure che prevengano l’emorragia, viene effettuata a seguito di controllo clinico e di sintomatologia in essere, e l’emorragia viene rilevata mediante l’uso di tac e risononza magnetica.

Il trattamento può essere di tipo conservativo, mediante l’uso di farmaci quali diuretici, corticosteroidi (utili a ridurre la pressione intracranica), antipertensivi, anticonvulsivanti (per ridurre il rischio di crisi epilettiche) ed antiemetici. Questo trattamento è riservato a quei pazienti asintomatici o che presentano un quadro neurologico solo lievemente compromesso. Nei casi più gravi invece si pratica l’intervento chirurgico per ridurre l’estensione dell’ematoma.


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