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Coronavirus, professor Santoliquido: “Troppa gente al Pronto Soccorso”

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"Sempre più gente al Pronto Soccorso. Situazione negli ospedali è preoccupante": a dirlo è il professor Angelo Santoliquido del Policlinico Gemelli.

coronavirus Santoliquido
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Dopo l’appello dell’Ordine dei medici di Milano e l’allarme lanciato dai colleghi di Firenze, a parlare dell’emergenza coronavirus è il professor Angelo Santoliquido, dell’Ospedale Gemelli di Roma, che ha descritto la situazione “preoccupante” e l’affollamento dei Pronto Soccorso.

Coronavirus, l’allarme del professor Santoliquido

Intervenuto a Omnibus, in onda su La7, il medico del Policlinico Gemelli ha dichiarato: La situazione negli ospedali è molto complicata. Nel Lazio abbiamo ben presente l’impatto generato dall’emergenza sanitaria la scorsa primavera”. Attualmente, ha precisato: “L’impatto è maggiore in termini di posti letto occupati e di persone coinvolte. Lo scenario è diverso come entità e diffusione del virus. Infatti, sempre più spesso è l’ambito familiare il principale focolaio del virus.

A tal proposito, ha precisato: “I casi ospedalieri di Covid nella prima fase erano tutti imputati a pazienti che erano stati in contatto con i medici. Così, senza adeguate protezioni (talvolta non indossate correttamente), c’era la trasmissione dal paziente al medico. Adesso ci troviamo davanti a un fenomeno opposto: a fronte dei molti pazienti Covid attualmente ricoverati (anche se le nostre capacità di risposta sono nettamente migliorate rispetto a prima), abbiamo molta gente che porta il virus da casa all’ospedale”.

“Il che testimonia che anche la diffusione è cambiata“, ha spiegato.

Considerando la rapida crescita dei contagi e l’entità dei numeri, “siamo un po’ in ritardo”. Quindi ha aggiunto: “È difficile accontentare tutti e so che quando si governa non si può soddisfare tutti. Le nuove restrizioni aiuteranno, ma non so se saranno sufficienti. Io qualche dubbio ce l’ho, ma bisogna ricordare che gli effetti benefici di qualsiasi restrizione si manifestano a distanza di un paio di settimane.

A brevissimo termine è difficile determinare che impatto ci sarà sull’andamento della curva. Ormai sono quasi trascorse due settimane dalle ultime restrizioni imposte, ma i contagi registrati negli ultimi giorni non fanno essere entusiasti.

Il confronto con la prima ondata

“Nel corso della prima ondata abbiamo affrontato una situazione differente rispetto a quanto purtroppo è successo al Nord”, ha ricordato Angelo Santoliquido. E adesso che i numeri sono in netta crescita anche nel Lazio, il professore ha lanciato un nuovo allarme: “Ormai nel Lazio c’è tantissima gente che si riversa nei Pronto Soccorso.

Intanto la Regione sta progressivamente aumentando la disponibilità di posti letto per Covid, eppure appaiono ancora totalmente insufficienti, perché ci sono tantissimi pazienti che stazionano nel Pronto Soccorso”.

Quindi ha aggiunto: “Il San Camillo ha chiuso temporaneamente il Pronto Soccorso per l’enorme quantità di pazienti che arrivavano e la difficoltà di reperire posti letto. Domenica 1 novembre è successo lo stesso all’Ospedale Gemelli”.

La seconda ondata di Covid-19 non è peggiore come entità di patologia, perché, nonostante la crescita dei ricoveri in terapia intensiva, questi fortunatamente sono ancora lontani da quelli di marzo e aprile”. Ma il numero è “nettamente più alto”. Per questo motivo, “bisogna interrogarsi su come affrontare questi numeri così elevati. Secondo me, si deve pensare di fare qualcosa di diverso“.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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