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Dpcm, regioni divise in tre fasce: cosa prevede ciascuna di esse

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Con il nuovo dpcm le regioni saranno divise in tre fasce in base al loro livello di rischio: cosa prevede ciascuna di esse?

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In attesa che il governo e gli enti locali trovino un accordo sulle misure contenute nel nuovo dpcm, Conte ha anticipato che le norme non saranno uguali per tutto il territorio nazionale ma ci sarà una differenziazione da parte del Ministero della Salute in base al coefficiente di rischio delle singole aree.

Le Regioni saranno infatti divise in tre fasce a seconda del livello di criticità: vediamo cosa prevede ciascuna di esse.

Oggi Conte firma il dpcm

La suddivisione in aree rosse, arancioni e verdi è la principale novità del nuovo decreto, che Conte si appesta a firmare in serata. Ora è infatti in corso l’ultimo confronto con i capidelegazione dei partiti di maggioranza a cui seguirà un vertice con il Comitato tecnico-scientifico e le Regioni.

Poi il Premier potrebbe illustrare il provvedimento finale in una conferenza stampa.

Regioni divise in 3 fasce

Per quanto riguarda le tre fasce di divisione dei territori, il primo livello è quello delle zone in cui ancora non c’è il rischio che la situazione sfugga. Per il momento qui entreranno in vigore soltanto le norme nazionali valide per tutti, tra cui il coprifuoco (ancora non è noto l’orario da cui scatterà, ma probabilmente dalle 21 o dalle 22), la chiusura di musei, mostre e centri commerciali nel fine settimana e le limitazioni agli spostamenti da e verso le regioni ad alto rischio.

La seconda fascia è invece quella delle aree del Paese che rischiano di entrare in sofferenza massima. In queste regioni oltre alle misure nazionali scatteranno altre restrizioni. Tra queste la chiusura di bar e ristoranti per tutta la giornata e la didattica a distanza per scuole medie (forse dal secondo anno) e superiori. I negozi potranno rimanere aperti così come parrucchieri, barbieri e centri estetici e i cittadini non avranno limitazioni negli spostamenti se non durante il coprifuoco.

Il terzo livello è infine quello delle regioni già in sofferenza massima per cui sono previste misure ancora più stringenti. Qui scatterà infatti un lockdown per due settimane e i cittadini non potranno uscire di casa se non per esigenze di lavoro, necessità e salute da certificare con apposita autodichiarazione. I negozi al dettaglio rimarranno chiusi così come bar, ristoranti, parrucchieri, barbieri e centri estetici. Rimarranno invece apertigli esercizi che vendono beni alimentari, le farmacie, i tabaccai, le pasticcerie e le gelaterie.

Per quanto riguarda le scuole potranno restare aperte le elementari e forse le prime medie. Per gli studenti delle altre sarà prevista la didattica da remoto. A differenza di quanto accaduto a marzo, le fabbriche, le industrie, gli studi professionali e gli uffici pubblici non verranno chiusi. Al momento sembra che i territori che rischiano di entrare in questa fascia siano Lombardia e Piemonte.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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sporca giacy, e sporcamp e maullixio e simuli
3 Novembre 2020 09:42

sporchi in industria….destra


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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