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Zona rossa in Lombardia e Piemonte, si attende il bollettino dell’Iss

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Con il nuovo Dpcm Piemonte e Lombardia saranno inserite nella zona rossa, ma le regioni attendono il bollettino dell'Iss per emettere le ordinanze.

Il nuovo Dpcm firmato nella notte dal presidente del Consiglio Conte ha disegnato una nuova mappa delle aree a rischio nel nostro Paese, con regioni come la Lombardia e il Piemonte che sono state inserite all’interno della cosiddetta zona rossa e che a partire da giovedì 5 novembre dovranno tornare sostanzialmente a uno stato di lockdown simile a quello sperimentato la scorsa primavera.

Le regioni però non ci stanno e stanno al momento temporeggiando nel firmare le ordinanze relative alle chiusure in attesa della pubblicazione del bollettino settimanale dell’Iss. Al momento “rosse” sono Lombardia, Piemonte e Calabria, “arancioni” Puglia e Sicilia. Ancora sub iudice Veneto e Liguria.

Zona rossa, Lombardia e Piemonte trattano

Nel frattempo, la cabina di regia riunitasi in via straordinaria nella giornata di mercoledì 4 novembre avrebbe invece scelto di non attendere il nuovo report dell’Istituto Superiore di Sanità, decidendo quali regioni dovranno essere nella zona rossa sulla base del precedente monitoraggio relativo alla settimana che va dal 19 al 25 ottobre. Al momento nella zona rossa, oltre al Piemonte e alla Lombardia, ci sarebbe anche la Calabria, mentre Puglia e Sicilia dovrebbero essere inserite nella zona arancione.

Resistenze sulla decisione del governo di imporre la zona rissa basandosi sul report di due settimane arrivano in particolar modo dalla Lombardia, con il presidente Attilio Fontana e il sindaco di Milano Beppe Sala che già nei giorni scorsi si erano espressi in maniera negativa riguardo a un nuovo lockdown.

Contestualmente, l’assessore al Welfare Giulio Gallera ha sostenuto che prima di attuare nuove restrizioni sarebbe meglio analizzare se quelle in vigore fino a questo momento abbiano dato dei risultati: “I dati che ha il governo sono precedenti all’introduzione delle nostre misure, quindi, io penso che lo stesso governo voglia attendere i nuovi dati, penso che sia più corretto fare una valutazione sulla base delle misure assunte, anche per dare un senso ai cittadini, e far capire loro che se quello che hanno fatto è positivo, o non lo è del tutto, e quindi dobbiamo inasprire”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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