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Covid, a Como ospedali al collasso: “Dovremo decidere chi intubare”

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Il direttore dell'ospedale Valduce di Como lancia l'allarme sulla carenza di posti letto. Il rischio è quello di non poter più intubare gli anziani.

La seconda ondata della pandemia di coronavirus sta facendo sentire i suoi effetti in diversi ospedali della Lombardia e in particolare a Como, dove il direttore sanitario del Valduce Claudio Zanon ha spiegato che a queste condizioni entro domani sarà costretto a dover scegliere chi intubare e chi no.

Nel principale ospedale della città lariana infatti tutti i posti letto sono attualmente pieni, con 61 ricoverati nei reparti Covid, e 5 malati di coronavirus nel reparto di terapia intensiva, oltre a 20 pazienti sospetti positivi che attendono il ricovero nel pronto soccorso.

Covid, ospedali al collasso a Como

Intervistato da Fanpage.it, il dottor Zanon ha spiegato che con l’ospedale Valduce completamente saturo l’unica soluzione è quella di chiedere aiuto ad altre strutture, ma anche gli altri ospedali della zona sono ormai al completo.

L’unica soluzione praticabile al momento è quella di trasferire i pazienti presso l’ospedale allestito nella vecchia Fiera di Milano: “In Fiera c’è tutta l’attrezzatura è sufficiente, ma mancano gli anestesisti e parte del personale. Un problema che ora abbiamo anche noi dal momento che 70 operatori sanitari del Valduce sono a casa perché positivi al Covid”.

Se domani arriverà un paziente over 75 che non ha molte probabilità di sopravvivere, non riuscirò a intubarlo, afferma Zanon, precisando come nonostante il calo della mortalità la pressione sugli ospedali sia ritornata la stessa del periodo del primo lockdown: “Oggi, nonostante il virus sia lo stesso, la mortalità si è abbassata.

Durante la prima ondata vedevo pazienti morire dopo due giorni di ricovero, ora no. Però, ci sono molti più contagi e quindi molte più persone che richiedono l’ospedalizzazione”.

Un’altra possibili soluzione potrebbe essere quella di sfruttare la rete sanitaria territoriale, ma purtroppo molti medici risultano irraggiungibili: Faccio fatica anche a mettermi in contatto con i medici di medicina generale comaschi. Per me sarebbe invece indispensabile, perché potremmo accelerare le dimissioni dall’ospedale dei pazienti che possono proseguire la loro guarigione a casa sotto la sorveglianza del loro medico.

Permettendo a noi quindi di accogliere altri malati. Per questo propongo che ogni medico metta online anche il proprio numero di cellulare”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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