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Covid, allarme dalla Puglia: “Sanità rischia il collasso, serve stretta forte”

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"Il lockdown 'soft' della zona arancione avrà effetto quando sarà troppo tardi", dicono i medici della Puglia in merito all'emergenza Covid-19.

medici puglia covid

La Puglia è stata dichiarata nel nuovo dpcm del Premier Giuseppe Conte una “zona arancione”, per cui le misure restrittive contro il Coronavirus sono abbastanza forti. Per l’Ordine dei Medici della Regione, tuttavia, esse non saranno sufficienti. La rete sanitaria, infatti, è già al collasso.

L’allarme è stato lanciato dal presidente Filippo Anelli.

L’allarme dei medici

Temo che le misure adottate in Puglia siano insufficienti a scongiurare il collasso del sistema sanitario“. Lo ha affermato Filippo Anelli, presidente della Fnomceo e dell’Ordine dei Medici di Bari. “Il lockdown ‘soft’ della zona arancione dispiegherà i suoi effetti tra 20 giorni, quando rischia di essere ormai troppo tardi. Anche considerando che il trend di crescita rimanga costante e non abbia un andamento esponenziale, all’Immacolata rischiamo di avere 400 morti e la saturazione dei posti letto Covid che la Puglia ha a disposizione“.

Per gli esperti servono misure più a breve termine per fermare l’aumento della curva dei contagi. “Se questo andamento non rallenta – continua Anellinel giro di 30 giorni avremo oltre 22mila positivi e 1876 posti letto, dei 2000 ad oggi previsti per i malati Covid, occupati. Se dovessimo arrivare a gennaio con questi ritmi di crescita con l’arrivo dell’influenza stagionale il sistema andrà in tilt e non saremo più in grado di assistere né i pazienti Covid, né tutti gli altri.

Le file di ambulanze dei giorni scorsi a Foggia ed Acquaviva e ieri le difficoltà al Di Venere sono la spia di un sistema che già oggi fa fatica a rispondere alle richieste di ricovero“.

Intanto, nonostante le restrizioni, le persone continuano ad affollarsi nelle vie pugliesi. “Su un altro fronte – conclude Anellisituazioni di assembramento come quelle che si sono viste ieri in Via Sparano a Bari indicano che esiste un difetto di comunicazione.

I cittadini non hanno compreso che non bisogna uscire di casa. Il virus infatti si diffonde solo dall’incontro tra le persone“.

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.


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Chiara Ferrara

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.

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