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Terapie intensive, Gimbe: “Senza cambio di rotta, solo lockdown ci salva”

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Per la Fondazione, "senza cambio di rotta, solo lockdown eviterà collasso degli ospedali". In 11 Regioni terapie intensive oltre soglia saturazione.

Gimbe terapie intensive
Gimbe terapie intensive

Medici e infermieri chiedono al governo un lockdown generalizzato per arginare la curva dei contagi, denunciando situazioni estremamente difficoltose in molti ospedali d’Italia, già sotto pressione e con quasi tutti i posti letto occupati. La seconda ondata di coronavirus sta mettendo nuovamente a rischio la resistenza ospedaliera e Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, ritiene che l’emergenza attuale sia peggiore rispetto a quella dello scorso marzo.

Gimbe, inoltre, fa sapere che tra il 4 e il 10 novembre in 11 Regioni le terapie intensive hanno superato la soglia di saturazione del 30%. 16 Regioni, invece, hanno superato quella del 40% per i posti letto in area medica.

Gimbe, allarme terapie intensive

La Fondazione Gimbe aveva già avvertito sulla situazione difficoltosa attualmente affrontata dalle terapie intensive, dove i pazienti ricoverati sarebbero il doppio rispetto a quelli comunicati. Dall’ultima rilevazione condotta, emerge che “nell’ultima settimana si conferma l’incremento di oltre il 40% dei casi attualmente positivi che si riflette sul numero dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva, con gli ospedali sempre più vicini alla saturazione, oltre che sul numero di decessi, che nell’ultima settimana hanno superato quota 2.900”.

Così ha dichiarato il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta. Tra il 4 e il 10 novembre, infatti, si segnala un aumento dei casi testati, ma anche una crescita dei nuovi casi (235.634 contro i 195.051 della settimana prima). È aumentato anche il rapporto positivi-casi testati (27% rispetto al 23,9% dei giorni precedenti).

Nel periodo preso in esame dalla fondazione Gimbe, si attesta un incremento del 41,1% dei casi attualmente positivi.

Aumentano anche i pazienti ricoverati con sintomi e quelli in terapia intensiva. Sale anche il numero delle vittime. Il monitoraggio, inoltre, conferma quanto denunciato dal personale sanitario negli ultimi giorni. I posti letto liberi negli ospedali scarseggiano. In 16 Regioni è stata superata la soglia di saturazione dei posti letto in area medica e in 11 Regioni è stata superata quella delle terapie intensive.

La situazione descritta da Cartabellotta

“Negli ultimi 30 giorni si sono verificati 19.217 contagi, rispetto ai 1.650 dei 30 giorni precedenti.

Oltre al rischio di focolai ospedalieri, in Rsa e in ambienti protetti, preoccupa l’impatto sul personale sanitario, già in carenza di organico oltre che provato dalla prima ondata”. Così aveva sottolineato il presidente Cartabellotta durante un’audizione in commissione Affari sociali alla Camera.

Alla luce dell’ultimo monitoraggio condotto, Nino Cartabellotta ha aggiunto: “In questa fase di drammatica crescita dei contagi, rapida saturazione degli ospedali e impennata dei decessi, il sistema di monitoraggio che informa le decisioni politiche secondo il Dpcm del 3 novembre 2020 non è uno strumento decisionale adeguato. È tecnicamente complesso, soggetto a numerosi “passaggi” istituzionali, risente di varie stratificazioni normative, attribuisce un ruolo preponderante all’indice Rt che presenta numerosi limiti. Soprattutto, fotografa un quadro relativo a 2-3 settimane prima. Ovvero, usando lo specchietto retrovisore invece del binocolo, si rallenta la tempestività e l’entità delle misure per contenere la curva epidemica”.

Il presidente della Fondazione Gimbe non ha dubbi: Senza un immediato cambio di rotta sui criteri di valutazione e sulle corrispondenti restrizioni, solo un lockdown totale potrà evitare il collasso definitivo degli ospedali e l’eccesso di mortalità, anche nei pazienti non Covid-19″.

Ricciardi: “Lockdown non è escluso”

Sulla questione è intervenuto anche Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministero della Salute, il quale ha dichiarato: “Il lockdown generale non è scongiurato, perché dobbiamo valutare gli effetti delle misure in vigore”.

Quindi ha aggiunto: In molte regioni la situazione sta peggiorando, in altre è stabile. Dobbiamo arrestare il peggioramento e invertire la curva”.

Alle sue parole fanno eco quelle di Andrea Crisanti, che ha commentato la situazione attuale e delineato un possibile scenario futuro:Evitare il lockdown generalizzato? Non ci scommetterei una lira. Con 30/35mila casi al giorno, i morti che sicuramente aumenteranno, vicini a quelli che vedevamo a febbraio-marzo, a un certo punto bisognerà fare il reset, anche se c’è il vaccino. Bisognerà abbassare i casi”.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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