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Covid, morto un infermiere all’ospedale San Filippo di Roma

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Luciano Quaglieri, infermiere di 48 anni del San Filippo Neri di Roma è morto per il covid. Tanto il cordoglio e commozione sui social.

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Sulla propria pagina Facebook l’Asl di Roma1 annuncia la scomparsa di Luciano Quaglieri, infermiere di 48 anni morto a causa del covid presso l’ospedale San Filippo Neri. Ora le autorità dovranno verificare se il contagio sia avvenuto all’esterno all’interno della struttura sanitaria.

“Sapeva come prendere le persone, era amato da tutti” commenta il direttore del dipartimento di Salute mentale Giuseppe Ducci.

San Filippo, morto infermiere per covid

Luciano Quaglieri, infermiere di 48 anni dell’ospedale San Filippo Neri di Roma è morto per covid.

Ad annunciarlo è l’Asl di Roma1 sul suo profilo Facebook, profondamente amareggiata per la grande perdita. Le autorità stanno già lavorando per capire se il contagio sia avvenuto all’interno o all’esterno della struttura.

Il nostro Lucianone non ce l’ha fatta. Un gigante di più di due metri, uno degli angeli del San Filippo, intento a curare i pazienti e a proteggere con la sua imponenza i colleghi dai medesimi.

Un dolore scellerato ci ha investito tutti. Non ho più parole. Piango un amico che non avró mai conosciuto abbastanza”, ha scritto a cuore aperto il neurochirurgo Shahram Shektat, suo collega in ospedale.

Il ricordo dei colleghi

Luigi era ben voluto e apprezzato da tutti, nonché grande professionista, come ricorda il direttore del Dipartimento di Salute mentale Giuseppe Ducci: “Era un colosso. Mi sono trovato tante vole a lavorare con lui in pronto soccorso con pazienti violenti, resi aggressivi dall’assunzione di sostanze stupefacenti.

Lui sapeva sempre come prendere le persone, aveva una grande capacità. Era amato da tutti. Lascia un buco. E’ una perdita gravissima”.

Sotto all’elogio del neurochirurgo, seguono numerosi commenti d’affetto e cordoglio per “Lucianione”: “Sei stato tutto quello che un collega e un amico potesse desiderare d’incontrare nella sua vita. Vivi nei nostri cuori nostro gigante buono“.

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.


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Marco Alborghetti

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.

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