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Lombardia, ospedali: “Mandate l’esercito”

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I medici lombardi hanno lanciato un allarme, richiedendo l'intervento dell'esercito.

Ospedali lombardi
Ospedali lombardi

Gli ospedali lombardi sono in difficoltà e i medici hanno lanciato un allarme molto forte. Gli ospedali sono pronti per richiedere l’invio immediato di personale da parte dell’esercito. Gli infermieri si sono aggiunti all’appello dei medici, chiedendo direttamente ad Attilio Fontana per quale motivo in questi mesi non ha assunto nessuno.

Esercito in Lombardia

Gli ospedali lombardi, soprattutto nell’area ovest che è quella più colpita, hanno deciso di accodarsi alle richieste di invio di personale da parte dell’esercito. Il virus continua a colpire medici, infermieri e operatori socio sanitari e si è attivato un meccanismo che invia specialisti dalla loro struttura all’Ospedale in Fiera di Milano, per gestire i 150 posti letto di terapia intensiva attivati. “La verità è che di posti in Fiera non se ne stanno attivando più perché il personale non c’è” ha spiegato Cristina Mascheroni, presidente dell’Aaroi-Emac Lombardia.

La Asst di Monza, che comprende San Gerardo e l’Ospedale di Desio, ha inviato una richiesta al ministero della Salute per l’invio di personale sanitario. Ha, inoltre, ribadito che “l’equilibrio operativo dell’ospedale rimane problematico. Stiamo valutando, insieme a Regione, le ipotesi per il supporto delle forze armate con le quali abbiamo intrapreso i primi contatti“. A breve dovrebbe arrivare la risposta dell’esercito, che dovrebbe essere positiva anche se non è ancora chiaro quale potrà essere l’aiuto concreto.

Potrebbero arruolare personale nei reparti oppure allestire un ospedale da campo. Ci sono stati 400 contagi tra medici ed infermieri. “Permane alta la carenza di personale assente per positività che non è compensata dalle assunzioni effettuate dalla Direzione: 60 in più delle cessazioni programmate e 111 per personale straordinario per il Covid” ha spiegato l’Asst.

Sempre dalla Asst di Monza, è partito un team di anestesisti, rianimatori e infermieri specializzati per l’Ospedale in Fiera, dove l’ospedale gestisce un modulo di 14 posti letto di terapia intensiva.

Questa scelta ha spinto gli infermieri del pronto soccorso ad inviare una lettera ad Attilio Fontana. “Siamo costretti a turni di 12 ore e saltiamo pure i riposi. L’invio alla Fiera ha complicato la situazione e ci chiediamo come mai in questi mesi non si sia pensato ad assumere e formare personale per attivare questo servizio” hanno scritto. Tutto questo meccanismo di spostamenti è previsto da un accordo del 3 novembre tra Regione e rappresentanti sindacali e lo scopo è quello di fornire personale qualificato per la gestione dell’ospedale milanese voluto da Fontana e dall’assessore Giulio Gallera.

Il numero di sanitari contagiati è ormai elevatissimo. A questo si aggiunge che le Asst sono in grossa sofferenza, sia per numero di ricoveri Covid, sia per saturazione dei pronto soccorso sia per esaurimento dei posti in rianimazione. Non c’è più nessuno da spostare” ha spiegato Mascheroni.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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