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Strage di Erba: Cassazione nega accertamenti su nuovi reperti

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La richiesta di accertamento sui nuovi reperti della strage di Erba è stata respinta dalla Cassazione.

Strage di Erba
Strage di Erba

Olindo Romano e Rosa Bazzi, i due coniugi condannati all’ergastolo per la strage di Erba, hanno ricevuto un altro no dalla Cassazione. La corte ha respinto la richiesta di accertamento su nuovi reperti, respingendo il ricorso degli avvocati che rappresentano i due colpevoli.

Anche i giudici del Palazzaccio, così come quelli della Corte d’assise di Como, si sono pronunciati contro i nuovi accertamenti.

Strage di Erba, respinto ricorso

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi ha ottenuto un nuovo no da parte della Cassazione. “Ora attendiamo il deposito delle motivazioni della Corte per vedere se in quelle i giudici indicheranno comunque una possibile soluzione per analizzare questi reperti. Noi vorremmo sapere una volta per tutte su quali ‘armi’ possiamo contare per chiedere la revisione a cui stiamo lavorando” ha spiegato l’avvocato Fabio Schembri.

La coppia sta scontando la pena in due carceri di Milano, quello di Opera e quello di Bollate. I nuovi reperti non saranno analizzati, nonostante il disaccordo della difesa che voleva capire quale linea seguire nel proprio lavoro.

La strage di Erba risale all’11 dicembre 2006 e le vittime sono state quattro: Paola Galli, di 60 anni, Raffaella Castagna, di 30 anni, Youssef Marzouk, di 2 anni e Valeria Cherubini, di 55 anni.

Quel giorno i vigili del fuoco sono intervenuti per un incendio in un’abitazione ad Erba. Quando sono arrivati hanno scoperto che nell’appartamento erano presenti quattro cadaveri, tra cui quello di un bambino di due anni. Le vittime, però, erano morte per accoltellamento e non per le conseguenze dell’incendio. Mario Frigerio, marito di una delle vittime, scampato alla furia degli assassini, ha riconosciuto Olindo Romano e Rosa Bazzi come responsabili della strage.

Il movente del massacro erano una serie di denunce e controdenunce tra le due famiglie. La difesa tenta da anni di revisionare il processo, puntando sull’analisi dei reperti.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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