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Amministratori di condominio disonesti e in fuga con la cassa: come tutelare i propri interessi e quelli degli altri condòmini

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Una figura indispensabile per la convivenze nello stabile, ma è necessario che sia onesto e competente, altrimenti bisogna correre subito ai ripari.

amministratori di condominio disonesti

In Italia 4 condòmini su 10 sono profondamente insoddisfatti dell’operato del proprio amministratore. Nel nostro paese oltre la metà delle persone vive in un condominio, paga le quote condominiali ma non ha ben chiaro come vengano gestiti i propri soldi e ha paura che l’amministratore possa appropriarsi indebitamente del proprio denaro.

Del resto, nelle pagine di cronaca non è raro trovare notizie che riportino amministratori condominiali che, dopo essere fuggiti con la cassa, hanno fatto perdere completamente le loro tracce.

Per questo, non è sempre facile fidarsi e affidare a uno sconosciuto i propri soldi, ma è innegabile che si tratti di una figura indispensabile per la convivenza nello stabile. L’amministratore è, di fatto, il rappresentante degli interessi dei condomini, ed è portavoce degli interessi comuni.

Proprio per tali motivi è consigliabile per i condomini accertarsi della buona fede e della correttezza dell’operato. Qualora si rendano conto che l’amministratore non solo è venuto meno ai suoi doveri previsti e disciplinati dalla normativa civilistica, ma abbia posto in essere condotte tali da integrare un fatto previsto dalla legge come reato (ad es. l’appropriazione indebita ex art. 646 c.p.), dovranno muoversi congiuntamente e adottare al più presto gli accorgimenti che seguono.

Innanzitutto, un amministratore che abbia commesso un reato a danno del Condominio deve essere revocato dall’Assemblea. Successivamente alla nomina del nuovo amministratore i condomini dovranno sottoporre a quest’ultimo la problematica e conferirgli il mandato a sporgere formale denuncia querela nei confronti dell’amministratore destituito. Chiaramente, i condomini dovranno agire congiuntamente proprio in quanto il reato viene commesso a danno non dei singoli, bensì della compagine condominiale.

Al fine di evitare una archiviazione, la denuncia querela deve essere corredata della documentazione necessaria a dimostrare l’integrazione della fattispecie incriminatrice dal precedente amministratore di condominio.

Nel caso di appropriazione indebita, il Pubblico Ministero procede con l’esercizio dell’azione penale qualora il Condominio alleghi alla denuncia la documentazione contabile dalla quale risultino i movimenti di denaro dal conto condominiale ad altri conti (compreso quello privato dell’amministratore).

Pertanto, si consiglia di rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto penale che possa procedere alla raccolta di tutto quanto possa dimostrare che l’amministratore querelato abbia, di fatto, commesso il reato a danno del Condominio.

Qualora il PM ritenga quanto raccolto in fase di indagini sufficiente a sostenere una accusa in dibattimento eserciterà l’azione penale e il Condominio potrà costituirsi parte civile nel processo penale al fine di presentare una richiesta di risarcimento dei danni. In tutto questo iter è fondamentale che i condomini si muovano uniti e che rispettino quel senso di identità proprio del Condominio.

Nel caso di appropriazione indebita dell’amministratore di condominio segnalo una recente pronuncia della Corte di Cassazione, la sentenza n.19519 del 30 giugno 2020, con la quale i Giudici Ermellini hanno chiarito come l’amministratore di condominio che confonde il proprio patrimonio con quello condominiale commette il reato di appropriazione indebita anche qualora la sua gestione sia stata regolare (nel senso che non risultano ammanchi nel conto del condominio). Dunque, ciò che rileva non è il risultato economico della gestione, bensì la modalità della gestione, che è illecita allorquando si crea confusione tra il proprio e l’altrui patrimonio.

Proprio al fine di non incorrere in tali problematiche in Condes abbiamo ideato il ‘Protocollo Trasparenza’, ovvero un sistema a tripla firma che certifica e garantisce che nessuno potrà effettuare movimenti anomali con i soldi del condominio. La contabilità, infatti, viene gestita dal un Centro Elaborazione Dati centralizzato mentre l’operatività sul campo viene affidata a un Manager Condominiale. Tutta la contabilità, quindi, è centralizzata in un unico luogo e gestita da un team di esperti contabili. Questo determina l’assenza di errori, la totale trasparenza nei movimenti bancari e l’impossibilità di appropriazioni indebite.

Emanuele Fierimonte, team legale di Condes

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