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Covid, Bertolaso: “Prepariamoci a terza ondata a febbraio”

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L'ex capo della Protezione civile nazionale ha parlato anche della situazione in Umbria

bertolaso coronavirus ricoverato

“Tra febbraio e marzo ci sarà una terza ondata Covid e se qualcuno pensa che a Natale saremo tutti belli liberi dal virus si sbaglia“. Queste le parole di Guido Bertolaso alla trasmissione “105 Friends” di Radio 105. Poi ha parlato dell’Umbria, dove è consulente della Regione per la gestione dell’emergenza pandemica.

L’ex capo della Protezione civile nazionale ha spiegato che qui “la situazione è abbastanza sotto controllo grazie anche agli ospedali da campo militare e della Croce rossa che sono stati montati a Perugia e Terni”. “Assieme anche al piano che si è redatto – ha aggiunto Bertolaso – credo che l’Umbria sia in grado di resistere”.

Covid, terza ondata a febbraio

L’Italia è attualmente alle prese con la seconda ondata della pandemia da Covid 19, ma potrebbe essere solo l’anticipo di quello che ci aspetta: cioè una terza ondata o anche di più.

Paesi come il Giappone sono già alle prese con a una terza ondata di infezioni, che si è susseguita in seguito dell’allentamento delle misure restrittive. Inoltre, la maggior parte degli esperti ha previsto che la convivenza con il coronavirus Sars-Cov-2 non si esaurirà per almeno tutto il 2021.

Pierluigi Contucci direttore dell’Istituto di Alta Matematica dell’Università di Bologna, al Corriere della Sera, aveva dichiarato che “la terza ondata ci sarà a meno di non poter avere un vaccino che diventi operativo ed efficace entro l’estate“.

La cosa più pericolosa è “fare finta di niente, come è successo l’estate scorsa“. Significativi saranno comunque i comportamenti che terremo a Natale. “La cosa più importante è evitare un rilassamento delle abitudini come abbiamo fatto nell’estate scorsa quando ci è sembrato di essere fuori dall’epidemia e abbiamo cominciato a comportarci come se il virus non fosse mai esistito”. E ancora: “Dobbiamo continuare ad attenerci alle misure di distanziamento, un sacrificio che vale la pena anche per salvaguardare le persone a noi più care, a cominciare dagli anziani”.

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.


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Mattia Pirola

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.

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