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Il caso EasyJet: calano i voli e drastica riduzione degli slot

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La crisi legata alla pandemia di Covid ha colpito anche EasyJet, che ha registrato un drastico calo di voli e slot.

easyjet, la compagnia fantasma

EasyJet deve fare i conti con le conseguenze economica della pandemia di Coronavirus. Negli ultimi giorni ha volato pochissimo, e non solo in Italia, ma in buona parte Europa con un drastico calo di voli e slot.

EasyJet e Covid: calano voli e slot

EasyJet sembra avere alcune difficoltà al momento, non solo negli scali italiani, ma in buona parte d’Europa. Il Corriere della Sera ha tracciato un’analisi della situazione: nella giornata di sabato 21 Novembre, ha effettuato nel nostro paese, solo 4 voli e tutti concentrati a Malpensa. Nemmeno uno scalo a Linate, dove possiede alcuni slot. E nell’arco di quella settimana, quindi dal 16 al 22 Novembre, non è andata meglio nel resto d’Europa, visto che nella giornata di martedì 17, ha effettuato solo 20 voli.

Praticamente è sparita dai radar delle torri di controllo europee. Sono considerazioni queste che fanno riflettere, se si pensa che solo lo scorso anno è stata la seconda compagnia low cost per numero di passeggeri in Europa.

Ma, al di la delle osservazioni che si possono ricavare sulla frequenza dei voli effettuati, bisogna considerare che la compagnia ha sofferto il periodo di crisi, dato dall’epidemia di Coronavirus. Secondo i dati di Eurocontrol infatti, ha tagliato circa il 95% delle sue tratte europee, per il periodo compreso tra il 13-19 novembre, numeri elevati rispetto, ad esempio, a compagnie come Ryanair o la turca Pegasus.

Tagli che sono stati fatti per via di un 50% in meno di passeggeri rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e di una perdita di ricavi pari al 52.9%.

Per rimpinguare le casse, ha dovuto anche vendere 20 dei suoi Airbus A320 (per un totale di 478,6 milioni di euro di introiti). Sempre secondo Eurocontrol, le divisioni di EasyJet (inglese, svizzera ed europea) stanno facendo volare 100 aerei, mentre altri 244 sono fermi negli aeroporti, cioè il 71% dell’intera flotta. Per di più ha concesso a Ryanair, 312 dei suoi slot settimanali all’aeroporto di Londra Stansted. La compagnia ha scelto la strada della prudenza per evitare sprechi e ridurre al minimo i costi.

La risposta di easyJet

EasyJet dal canto suo, ha risposto al Corriere e a coloro che ponevano delle domande sul perchè fossero state tagliate alcune tratte, dichiarando che: “Sulla base delle attuali restrizioni di viaggio e l’andamento della domanda nei mercati in cui operiamo, prevediamo di volare non più del 20% della capacità prevista per il primo trimestre dell’esercizio finanziario 2021. Per la stagione invernale continueremo ad operare con un approccio prudente, concentrandoci sui voli che generano cassa al fine di ridurre al minimo le perdite nel primo semestre. Al tempo stesso però manteniamo la flessibilità necessaria per offrire una risposta rapida non appena la domanda tornerà a crescere”.

La presa di posizione di O’Leary, Ryanair

Secondo Michael O’Leary, capo di Ryanair, easyJet sta sbagliando strategia per far fronte alla crisi: -“I tagli sono la cosa che easyJet non dovrebbe proprio fare durante una crisi: rimpicciolendosi invece di sfruttare l’occasione per ingrandirsi”. Parole che hanno trovato l’appoggio anche di John Strickland, analista di JLS Consulting: -“Con una flotta ridotta easyJet ha meno capacità di sfruttare le opportunità generate dal coronavirus, ed è anche in una posizione più difficile per difendersi da concorrenti ambiziosi“.


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