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Caso Yara, Bossetti: “Sono innocente, non ha avuto giustizia”

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Le parole dell'operaio di Mapello, in carcere per l'omicidio di Yara Gambirasio.

Massimo Bossetti Yara
Massimo Bossetti Yara

Ad un giorno di distanza dal decimo anniversario dell’omicidio di Yara Gambirasio, Massimo Bossetti continua a ribadire la sua innocenza dal carcere. L’uomo, che è stato condannato all’ergastolo, ha dichiarato che non è stata fatta realmente giustizia. Bossetti ha sempre puntato alla revisione della sentenza sulla base di nuovi elementi raccolti dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Claudio Salvagni.

Le parole di Bossetti

Non sono stato io. Yara non ha avuto giustizia” ha dichiarato Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo in via definitiva nel 2018. Per tre gradi di giudizio è stato ritenuto colpevole dell’omicidio di Yara Gambirasio, che all’epoca dei fatti aveva solo 13 anni. Il corpo della ragazzina era stato trovato nel campo di Chignolo d’Isola tre mesi dopo la sua scomparsa. Secondo l’autopsia la ragazza era stata colpita da diversi colpi di arma da taglio, che non erano stati letali.

La terribile causa della morte è stata la lunga agonia, con ferite e priva di cibo e acqua. Yara era scomparsa mentre tornava a casa dalla palestra, la sera del 26 novembre 2010.

Massimo Bossetti è stato arrestato il 16 giugno 2014, al termine dell’indagine. La Procura ha impiegato ogni mezzo possibile per riuscire ad identificare l’assassino di Yara Gambirasio, giovanissima ginnasta di Brembate di Sopra. Dal momento della scomparsa della ragazzina il caso è diventato mediatico, finendo in ogni trasmissione di intrattenimento e approfondimento, sconvolgendo l’attenzione pubblica.

L’operaio di Mapello è stato individuato grazie alla comparazione del suo profilo genetico con quello presente sul corpo della vittima. Con l’analisi del Dna di tutta la popolazione maschile del territorio dove è avvenuto l’omicidio, gli inquirenti sono arrivati a Massimo Bossetti. L’uomo si è sempre dichiarato innocente e la difesa ha sempre cercato di dimostrare quello che secondo loro è un errore commesso. Un nuovo esame del Dna è stato richiesto diverse volte dalla difesa, ma i giudici non hanno mai accettato.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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