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Covid, Veneto entra in fascia 5 per ricoveri ordinari: cosa significa?

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Con 2.529 persone in ospedale per Covid, il Veneto ha raggiunto la fascia 5 per ricoveri ordinari, mentre per terapie intensive rimane in fascia 4.

Grazie ai 77 nuovi pazienti ricoverati nella giornata del 24 ottobre la Regione Veneto ha raggiunto la cosiddetta fascia di rischio 5 per ricoveri ordinari. Una media regionale ottenuta bilanciando i valori delle singole province della regione, con Vicenza, Belluno, Treviso e Verona già entrate o con entrata imminente nella fascia 5, Venezia nella fascia 4 avanzata e invece Padova e Rovigo ancora nella fascia 4.

Per quanto riguarda invece il dato delle terapie intensive il Veneto rimane ancora nella fascia 4.

Covid, il Veneto raggiunge la fascia 5

Il sistema delle fasce istituito dalla Regione Veneto stabilisce la gravità del livello di rischio epidemiologico in base alla percentuale di posti letto occupati sia nei reparti ordinari che in terapia intensiva.

Per quest’ultima ad esempio la fascia 5 scatta una volta che si superano i 400 posti letto occupati, vale a dire quando si scenderà al di sotto della soglia del 60% dei posti letto disponibili.

Con il raggiungimento della fascia 5 per ricoveri ordinari da parte di diverse province venete, il presidente della regione Luca Zaia aveva annunciato una decina di giorni fa una serie di gradini all’interno di quest’ultima, di modo da poter organizzare le diverse fasi operative all’interno di una forbice che va dai 2.500 ai 6.000 ricoveri.

Il nodo degli impianti sciistici

In attesa del vertice con il governo per l’approvazione del prossimo Dpcm, Zaia ha inoltre posto l’accento sulla questione della riapertura degli impianti sciistici; comparto economico fondamentale per una provincia ricca di comprensori come il Veneto: “Premesso che prima di tutto viene la salute, la stagione invernale per la montagna non ha solo una valenza economica, ma anche ricadute sociali importanti, c’è in gioco un fatto di civiltà. Basti pensare che ogni anno la nostra provincia interamente montana, Belluno, perde un migliaio di residenti per le poche prospettive economiche. Ecco perché, in questo momento, c’è ansia e apprensione”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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