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Giulio Regeni sarebbe stato portato in due caserme diverse

Due testimoni avrebbero assistito al rapimento di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto nel 2016.

Giulio Regeni

Due testimoni avrebbero assistito al rapimento di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto nel 2016. Il giovane sarebbe stato portato in due caserme prima della sua morte. La procura di Roma è a un passo dalla chiusura dell’inchiesta.

Ricordiamo come il ricercatore dell’università di Cambridge sia scomparso il 25 gennaio 2016 mentre lavorava a una tesi di dottorato presso il Cairo avente come tema i sindacati dello stato. Il suo cadavere, su cui furono ritrovati numerosi segni di tortura, venne rinvenuto alcuni giorni dopo il 3 febbraio, abbandonato al lato di una strada. A occuparsi dell’inchiesta romana è il procuratore Sergio Colaiocco. Nella stessa inchiesta, come informa Repubblica, sono entrati due nuovi testimoni che avrebbero dichiarato di aver assistito al rapimento del ragazzo.

Gli autori del rapimento sarebbero stati alcuni agenti del servizio segreto egiziano, la National Security.

Giulio Regeni: il dopo rapimento

I due testimoni entrati nell’inchiesta avrebbero affermato di aver visto, inoltre, Giulio Regeni dopo il rapimento in ben due caserme diverse, poi in un’altra. Il primo edificio si trovava prtesso la metropolitana di Dokki, a poca distanza dal luogo in cui l’italiano fu rapito. Il secondo edificio è, invece, una caserma dove sembra che venissero condotti i cittadini stranieri, sempre secondo quanto dichiarato dai testimoni in questione.

Picchiato e torturato

Sempre secondo quanto detto dai testimoni egiziani, le due caserme sarebbero state usate entrambe dai servizi segreti civili egiziani. Giulio Regeni avrebbe subito violenze fisiche, torture e fini sarebbe stato ucciso. Sembra che il governo egiziano fosse a conoscenza della sparizione, delle torture e dell’omicidio del giovane.

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