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Assisi, protesta commerciati contro il Governo: “Servono ristori”

I manifestanti chiedono chiarezza a Conte e Franceschini, che hanno escluso le piccole e medie città turistiche

Protesta Assisi

Ad Assisi è andata in scena una protesta di commercianti e ristoratori contro il Governo. “Solo nel centro storico di Assisi ci sono 300, tra bar, ristoranti e negozi che rischiano di chiudere”, accusano i manifestanti. “Le attività che svolgono commercio in filiera turistica, souvenir, enogastronomiche, prodotti tipici, religiosi, e naturalmente di commercio e abbigliamento, legate alla città ‘turistica’ – ha dichiarato Vincenzo Di Santi, presidente di Confcommercio – sono alle prese con una crisi gravissima, drammatica.

Ci sono affitti esorbitanti che in molti casi i commercianti non riescono a pagare. Confcommercio chiede con forza che si dia un contributo a queste attività, il cui giro d’affari è stato cancellato dalla pandemia. Chiediamo che vengano risarcite in maniera adeguata affinché possano tornare, in futuro, ad accendere i loro punti luce”.

Assisi, protesta commerciati

Assisi, così come tante altre realtà soprattutto delle piccole e medie città italiane, è stata tagliata fuori da ogni rimborso.

I commercianti hanno quindi lamentato di essere stati “dimenticati”. Da qui la protesta “per i piccoli centri storici che vivono esclusivamente di turismo”.

Nel decreto agosto, infatti, su richiesta del ministro Franceschini, il governo aveva previsto circa 500 milioni da dare agli esercenti della filiera turistica colpiti dal calo dei visitatori dovuto alla pandemia. Il problema è però che solo le grandi città capoluogo di provincia o quelle metropolitane con un alto tasso di turisti possono accedere ai fondi.

Tra queste non c’è Assisi e altre località di più piccole dimensioni.

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