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Covid, Walter Ricciardi: “Italia ancora in piena emergenza”

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Le parole del consigliere del ministro Speranza riguardo la situazione dell'emergenza in Italia.

Ricciardi
Ricciardi

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, è stato ospite di Che tempo che fa. Interpellato da Fabio Fazio, ha parlato della situazione dell’emergenza Covid in Italia, della divisione del Paese in fasce di rischio e dei comportamenti spesso poco responsabili dei cittadini.

Walter Ricciardi sul Covid

Questo virus viaggia con le persone: se le persone stanno ferme o hanno dei comportamenti saggi, riusciremo a continuare su questa squadra ed a invertirla. L’obiettivo successivo è quello di diminuire i contagi” ha spiegato Walter Ricciardi ai microfoni di Che tempo che fa. “La cosa importante del sistema a fasce è che ancora le decisioni a un dato oggettivo, quello della diffusione del contagio. È chiaro se la zona arancione o la zona gialla vengono interpretate come un liberi tutti, questo è un errore.

Essere in zona gialla significa adoperare ancora le stesse cautele di marzo-aprile, mentre molto spesso questi colori vengono interpretati molto spesso come un liberi tutti. Noi siamo ancora in piena emergenza” ha dichiarato il consigliere del ministro Speranza. Ricciardi ha commentato anche la possibile riapertura di scuole e impianti di sci il prossimo 7 gennaio 2021, sottolineando che si tratta di decisioni che devono essere prese con un monitoraggio quotidiano di ospedali e posti lei.

Tutti speriamo di poter invertire questo appiattimento a gennaio, ma tutto dipende dal comportamento dei singoli e delle istituzioni” ha aggiunto.

Walter Ricciardi ha deciso di soffermarsi sulla situazione degli ospedali italiani, sottolineando che ci sono ancora moltissime criticità. “Si è sicuramente attenuata la criticità in alcune aree del Paese, ma sono soprattutto sul personale sanitario: solo in quest’ultimo mese si sono infettati 30 mila operatori tra medici e infermieri. Si è sguarnita la prima linea in maniera importante, i colleghi che rimangono in trincea lavorano molto spesso a ranghi ridotti. La pressione è ancora troppo forte perché si possa cantare vittoria” ha spiegato il consigliere. “La terza ondata di coronavirus dipende dai nostri comportamenti, con cui possiamo appiattire la curva anche con testing e tracciamento. Se abbassiamo la guardia, avremo una serie continua di ‘dai e vai’, di onde e di abbassamenti” ha spiegato Walter Ricciardi.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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