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Corrado Augias restituisce Legion d’onore in memoria di Regeni

Il giornalista italiano Corrado Augias ha deciso di restituire la Legion d’onore come protesta in memoria di Giulio Regeni.

Corrado Augias restituisce legion d'onore
Corrado Augias restituisce legion d'onore

Il giornalista italiano Corrado Augias ha deciso di restituire la Legion d’onore all’Ambasciata francese. Un gesto che come ha scritto lo stesso Augias sul quotidiano La Repubblica è carico di significato. Lunedì 14 dicembre infatti, il giornalista restituirà la Legion d’onore come segno di protesta in onore di Giulio Regeni scomparso in Egitto ormai 4 anni fa.

Il motivo che ha spinto il giornalista italiano ad un tale gesto così come da lui stesso dichiarato risiede nel fatto che il Presidente Francese Emmanuel Macron ha consegnato lo stesso riconoscimento al Presidente Egiziano Abdel Fattah Al Sisi. Stando a quanto scritto dal giornalista, Il Presidente Egiziano si sarebbe “reso oggettivamente complice di efferati criminali”, una decisione dettata soprattutto dal cuore oltre che dalla morale.

Augias restituisce legion d’onore

“Caro direttore, domani lunedì 14 dicembre, andrò all’Ambasciata di Francia per restituire le insegne della Legion d’onore a suo tempo conferitemi”. Inizia così la lettera indirizzata da Corrado Augias al quotidiano “La Repubblica” al quale il giornalista ha comunicato l’importante decisione di restituire la Legion d’onore, nota per essere il riconoscimento francese più alto per importanza.

Il motivo di tale gesto risiede nel fatto che il Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron ha conferito lo stesso riconoscimento anche al capo dello Stato egiziano Abdel Fattah Al Sisi e che secondo Augias si sarebbe reso responsabile di crimini efferati come quello associato alla scomparsa dello studente italiano Giulio Regeni: “La mia opinione è che il presidente Macron non avrebbe dovuto concedere la Legion d’onore ad un capo di Stato che si è reso oggettivamente complice di efferati criminali.

Lo dico per la memoria dello sventurato Giulio Regeni, ma anche per la Francia, per l’importanza che quel riconoscimento ancora rappresenta dopo più di due secoli dalla sua istituzione”.

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