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Resti umani in valigie, risultato dell’autopsia: sono un uomo e una donna

Diverse ipotesi al vaglio sull'origine dei resti umani rinvenuti a pezzi chiusi in delle valigie a Firenze.

resti umani valigie

Le valigie con resti umani ritrovate tra il carcere di Sollicciano e una superstrada di Firenze sono attualmente tre, ma gli inquirenti non escludono che possano essercene altre. La scoperta della prima è stata fatta dal proprietario del campo, che ha dato inizio al terribile giallo.

Gli agenti stanno vagliando le ipotesi per comprendere di chi siano i corpi fatti a pezzi con una motosega, ritrovati in stato di saponificazione.

L’autopsia sui resti umani nelle valigie

In base ai risultati dell’autopsia i resti umani rinvenuti nelle prime due valigie sarebbero di un uomo bianco con un tatuaggio sull’avambraccio, tra i 40 ed i 50 anni, ucciso con una coltellata alla gola. Quelli della terza valigia, invece, apparterrebbero ad una donna.

Quest’ultima sarebbe stata brutalmente picchiata prima di morire. Sarebbero stati infatti rilevati colpi al volto e alla testa e diverse fratture all’osso ioide e alle costole. La morte dovrebbe essere avvenuta circa un anno fa. I prossimi esami autoptici potrebbero ad ogni modo fornire ulteriori dettagli in merito.

Sono Shpetim e Teuta Pesho?

Una delle ipotesi in merito all’identità delle due vittime è che si tratti di Shpetim e Teuta Pesho, due coniugi scomparsi nel 2015.

La coppia, di origini albanesi, si trovavano a Castelfiorentino per un soggiorno e sarebbero dovuti tornare a Firenze poco dopo. Non avevano tuttavia più fatto ritorno a casa. Della loro scomparsa si è a lungo occupata la trasmissione “Chi l’ha visto?“. Nei prossimi giorni verranno effettuati gli esami del DNA per verificare che possa davvero trattarsi di loro.

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