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Covid, Basetti: “Piango tutti i morti ma l’età media è 80 anni”

Matteo Bassetti ha parlato dei morti da Covid 19, lasciando una dichiarazione che ha fatto discutere

L'infettivologo
L'infettivologo Matteo Bassetti

L’infettivologo Matteo Bassetti ha parlato dei morti da Covid 19, lasciando una dichiarazione che ha fatto discutere: “Abbiamo tanti decessi perché abbiamo la sanità più etica del mondo. I nostri poveri anziani quando arrivano in reparto hanno scatole con 10-20 pastiglie, hanno molte comorbilità, purtroppo pagano un tributo molto alto.

Più avanti vai con gli anni più ci arrivi acciaccato“. “Piango tutti i morti da Covid”, continua Basetti, “non dimentichiamo però che l’età media dei decessi è 80 anni“.

E ancora: “Spesso ci sono delle giornate in cui si contabilizzano dei decessi riferiti ai giorni prima. Ci vogliono almeno tre settimane per vedere una riduzione dei decessi”.

Basetti: “Dopo Covid arriva la febbre gialla”

L’infettivologo genovese aveva inoltre fatto discutere per le sue dichiarazioni anche nella giornata di ieri, martedì 15 dicembre.

“Le infezioni vanno guardate con molta attenzione – aveva iniziato -. Non hanno un solo volto e non dobbiamo farci ingannare. C’è un motivo se si parla della nostra epoca come ‘l’epoca dei microbi’. Così come c’è un motivo se gli scienziati sapevano con assoluta certezza che sarebbe arrivata una pandemia simile a quella che abbiamo vissuto” e “la febbre gialla è una seria candidata per una futura pandemia“.

Per Bassetti questo ha una causa: “L’abuso di antibiotici“.

“Farmaci antibatterici – spiega – che, utilizzati nel modo sbagliato, sia in medicina umana che soprattutto in veterinaria e agricoltura, sono diventati negli anni alleati delle infezioni batteriche. In Italia più di diecimila decessi all’anno sono correlati all’antibiotico-resistenza. Questo significa che i pazienti hanno molte più possibilità di incorrere in complicazioni gravi dopo essere stati ricoverati in terapia intensiva o aver subito interventi complessi. L’antibiotico-resistenza rischia di compromettere un quadro clinico grave e dà una grossa mano all’infezione data dal virus.

Questa è già oggi una pandemia batterica che porterà, se non interverremo, a 10 milioni di morti nel 2050“.

Covid morti

In ogni caso, c’è un fatto: il dato dei morti registrati negli ultimi anni a Milano si è incrementato del 25% con l’arrivo del Coronavirus. L’aumento dei morti si è registrato soprattutto nella primavera del 2020, che verrà ricordata come una primavera orribile per il capoluogo lombardo. Secondo i dati Istat che fotografano le morti causate dall’epidemia solo nella prima ondata, nel periodo che va dal 1° gennaio 2020 al 30 settembre 2020 c’è stato un aumento del 25% dei morti in città, rispetto alla media dei morti registrati negli ultimi cinque anni.

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