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Gimbe: “Basta giocare con i colori disorientando la popolazione”

Per il presidente della Fondazione Gimbe, "la serrata di Natale è l'unica possibilità per non affacciarsi al nuovo anno con ospedali ancora saturi".

Gimbe Natale
Gimbe Natale

La Fondazione Gimbe ha già messo in guardia sui rischi della terza ondata, che “fa più paura, si rischia una strage”. E mentre in Italia si teme un blocco totale durante le festività, spunta l’ipotesi di una possibile visita ai congiunti per la cena e il pranzo di Natale.

In attesa del nuovo Dpcm, la Fondazione Gimbe ribadisce la sua posizione e si dice favorevole alla chiusura a Natale: per il presidente Nino Cartabellotta sarebbe l’unico modo per evitare la terza ondata.

Gimbe sull’andamento del coronavirus

Mentre l’Oms raccomanda il distanziamento e l’uso della mascherina anche a Natale, dalla Fondazione Gimbe arrivano nuovi avvertimenti.

Nel monitoraggio della settimana compresa tra il 9 e il 15 dicembre si segnala una nuova flessione dei contagi. Ma diminuiscono i casi testati, che sono oltre 88mila in meno. Il rapporto tra positivi e test effettuati resta stabile.

Si conta un calo del 9,5% dei pazienti attualmente positivi. La Fondazione Gimbe fa sapere che la situazione è migliorata anche negli ospedali, dove si registrano meno ricoveri e meno pazienti nelle terapie intensive. Il numero dei decessi, tuttavia, resta alto e preoccupante.

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, commenta i dati dell’ultimo monitoraggio. “Tuttavia, la netta riduzione di oltre 88mila casi testati e il rapporto positivi/casi testati stabile finiscono per sovrastimare gli effetti delle misure di mitigazione”, ha precisato. I ricercatori parlano di una “inconsistente e ingiustificata riduzione dell’attività di testing”, che accomuna tutte le Regioni italiane, eccetto Veneto e Valle D’Aosta.

Nonostante continui a diminuire la media giornaliera dei contagi, gli attualmente positivi in Italia sono più di 660mila. “Sicuramente le misure restrittive introdotte dal Dpcm del 3 novembre hanno frenato la diffusione del contagio. Ma la lenta e irregolare discesa della curva, unita a un rapporto positivi/casi testati stabile da tre settimane suggeriscono che le misure di mitigazione abbiano ormai dato il massimo risultato. Ora, con le progressive riaperture, verosimilmente la curva prima rallenterà la sua discesa per poi tornare inesorabilmente a salire”, fanno sapere da Gimbe.

La situazione negli ospedali

Renata Gili, responsabile di ricerca sui servizi sanitari di Gimbe, ha sottolineato che negli ospedali “l’entità del rallentamento non lascia spazio a grandi entusiasmi”.

Il picco dei ricoveri nel corso della seconda ondata è stato raggiunto il 23 novembre. Nei ventiquattro giorni successivi la pressione si è ridotta del 26,9%. Per le terapie intensive, invece, dopo il picco del 25 novembre, la curva è diminuita del 28,1%. Sfortunatamente però, “non è possibile definire quanto la ridotta pressione su ricoveri e terapie intensive sia un effetto delle misure di contenimento e quanto dipenda invece dall’elevato tasso di mortalità dei pazienti ospedalizzati”.

Gimbe favorevole alla chiusura a Natale

Per Nino Cartabellotta gli allentamenti durante le festività di Natale potrebbero portare a una brusca risalita dei contagi nel nostro Paese, con un conseguente nuovo aggravamento della situazione negli ospedali.

“Le decisioni politiche continuano a essere condizionate conflitti istituzionali, compromessi partitici e reazioni emotive, piuttosto che essere informate da un piano strategico per tutelare la salute, sostenere concretamente l’economia e gestire le conseguenze sociali della pandemia”, commenta il presidente della Fondazione. Secondo lui, è giusto fare appello al senso civico dei cittadini, dai quali ci si aspetta prudenza e massima attenzione. Tuttavia, non mancano le responsabilità di Governo e Regioni. Per Cartabellotta, infatti, le misure restrittive sono state allentate troppo presto e troppo frettolosamente. Non hanno atteso che il calo dei contagi fosse significativo né aspettato un effettivo miglioramento del quadro ospedaliero. “In questo scenario, la serrata di Natale è l’unica possibilità per non affacciarsi al nuovo anno con ospedali ancora saturi e servizi sanitari che rischiano di andare in tilt per la coincidenza tra la riapertura delle scuole, picco dell’influenza e avvio della campagna di vaccinazione anti-Covid”. Così Nino Cartabellotta ha espresso il suo giudizio sulle ormai imminenti festività natalizie.

Per lui, non è più il tempo di giocare con i colori disorientando la popolazione, ormai stremata psicologicamente ed economicamente dal continuo e imprevedibile tira e molla sino all’ultimo minuto. Governo e Regioni non possono limitarsi a temere la terza ondata, devono arginarla”.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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