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Bologna, 13enne tenta il suicidio a scuola

Una 13enne, che frequenta la terza media in un istituto scolastico di Bologna, ha assunto antidepressivi, tentando il suicidio a scuola.

Scuola

Una ragazza di tredici anni si trova attualmente in osservazione presso l’ospedale Sant’Orsola di Bologna dopo aver tentato di suicidarsi a scuola, nella mattinata di venerdì 18 dicembre.

Bologna, 13enne tenta il suicidio a scuola

L’adolescente, protagonista della drammatica vicenda, frequenta la terza media di un istituto scolastico situato nella città di Bologna.

La 13enne, secondo quanto dichiarato dalle forze dell’ordine, ha cercato di togliersi la vita assumendo una considerevole quantità di farmaci antidepressivi mentre si trovava a scuola. Durante una delle lezioni, infatti, la ragazza ha chiesto il permesso di recarsi in bagno per poi tornare rapidamente a occupare il suo posto in aula. Tuttavia, poco dopo il suo rientro in classe, è svenuta improvvisamente sul pavimento, terrorizzando la docente e i compagni.

Lo stato della studentessa ha allarmato i presenti che hanno provveduto a contattare il 118 e i familiari. La ragazza è stata, quindi, trasportata d’urgenza in ospedale dove le è stata praticata una lavanda gastrica e dichiarata, al momento, fuori pericolo.

Sulla base delle ricostruzioni preliminari sinora effettuate, non sembra che giovane abbia mai manifestato sintomi depressivi o malesseri specifici. Al contrario, e stata descritta come una persona vivace ed estroversa da familiari, amici e insegnanti.

L’intervento della dirigente scolastica

La vicenda è stata commentata dalla preside dell’istituto che ha dichiarato: «La situazione non era in alcun modo prevedibile, la ragazza non aveva mai manifestato alcun atteggiamento che potesse dare adito ad un eventuale disagio. L’anno era cominciato molto bene e lei è una ragazza solare, con un buon rendimento scolastico e una famiglia moltopresente. Quanto accaduto ci ha colto tutti di sorpresa».

La dirigente scolastica, inoltre, dopo lo sconcertante episodio, si è rapidamente attivata e ha organizzato, nella giornata di sabato 19, un incontro con una psicologa per i compagni di classe della 13enne che hanno assistito all’accaduto. A questo proposto, la preside ha affermato: «Abbiamo pensato ai compagni sconvolti, mettendo in campo una serie di azioni. In classe, sono entrati la professoressa coinvolta e la psicologa del nostro sportello di ascolto. La docente e la psicologa hanno ascoltato con attenzione i ragazzi facendo emergere il loro vissuto così da fornire loro gli strumenti per affrontare ciò che, per noi, non era certo prevedibile. Era importante parlarne in classe per aiutare i ragazzi a rielaborare la situazione».

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