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Il virologo Broccolo: “Variante inglese Covid non individuabile da tutti i test”

La variante inglese del Covid-19 può sfuggire ad alcuni tipi di test.

test covid

La variante inglese del Covid-19, ormai approdata in quasi tutti i Paesi d’Europa, rischia di causare una grave terza ondata. Essa, infatti, riesce a diffondersi in modo molto più veloce (circa il 70%) rispetto a quella originaria. È per questa ragione che le tradizionali misure di contenimento potrebbero non essere sufficienti.

Il virologo dell’Università di Milano Bicocca Francesco Broccolo, inoltre, ha lanciato l’allarme in merito all’affidabilità dei test rapidi e dei tamponi di fronte a tale mutazione.

I test per il Covid-19 saranno affidabili?

Con i consueti test diagnostici molecolari si rileva l’Rna virale ed eventualmente la carica virale, ma la nuova variante si identifica solo se si fa uno studio più accurato della sequenza genetica del virus, considerando cioè il suo intero genoma oppure sequenze parziali“, dice Francesco Broccolo.

Il problema sta nel fatto che questo tipo di studio dei campioni può essere effettuato soltanto in laboratori specializzati.

Il rischio, dunque, è di avere ad una superficiale osservazione un numero di positivi ridotto rispetto a quello reale. “I test rapidi antigenici, per esempio, potrebbero dare un numero ancora maggiore di falsi negativi in quanto cercano l’antigene alla proteina Spike e, se questo è modificato, non riescono a vedere nulla“.

Quanto ai test molecolari, prosegue il direttore del laboratorio Cerba di Milano, “si dovrà verificare in particolare tutti quei test che amplificano la sequenza del gene S e le aziende produttrici dovranno revisionare le specifiche sonde molecolari e notificarle l’ente certificatore.

Soltanto uno studio più approfondito basato sul sequenziamento del patrimonio genetico del virus, che non è un esame di routine, ha permesso di rilevare la variante inglese nella paziente giunta in Italia“.

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