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Covid, il “vaccino è un dovere sociale”: le parole di Massimo Galli

Massimo Galli si esprime, in un'intervista di Sky TG24, sull'importanza del vaccino Covid: "è un dovere sociale".

Massimo Galli
Vaccino Covid: parla l'infettivologo del Sacco Massimo Galli

Covid, il “vaccino è un dovere sociale, più di luce in fondo al tunnel”: queste le parole di Massimo Galli, infettivologo e direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, intervistato da Sky TG24.

Massimo Galli parla del vaccino Covid

“Fare il vaccino? Niente di eroico, è un atto dovuto, pensato e condiviso. Il vaccino c’è e ha garanzie di validità e sicurezza”, ha dichiarato l’infettivologo Massimo Galli, che sarà uno tra i primi nella Regione Lombardia ad essere vaccinato contro il Covid.

Lo stesso aggiunge: “È un dovere sociale, soprattutto nella prospettiva di raggiungere la famigerata immunità di gregge. Quest’ultima ci toglierà da un guaio altrimenti senza fine.

Consentirà davvero la ripresa in tutti i sensi. La possibilità di vivere finalmente in maniera tranquilla le nostre esistenze, in particolare quelle dei più anziani che sono quelli più a rischio quando si infettano”.

L’infettivologo ribadisce che il vaccino “è un po’ di più della luce in fondo al tunnel. Se riusciremo nell’arco del prossimo anno a raggiungere un numero sufficiente di vaccinati e immunizzati costruiremo un muro contro il quale il virus non potrà fare altro che battere il capo e ritirarsi”.

Galli sottolinea, però, che “non ci possiamo dimenticare delle mascherine e delle misure di sicurezza, non ci possiamo permettere di aspettare la fine della somministrazione del vaccino”.

La campagna vaccinale in Italia

In attesa del Vaccine Day, che avverrà in Europa il 27 dicembre, Galli sostiene che negli ospedali c’è il modo di conservare, preparare e somministrare il vaccino adeguatamente.

Forte significato simbolico delle prime vaccinazioni

L’infettivologo sottolinea il “significato numericamente limitato ma fortemente simbolico” delle prime vaccinazioni. “Si coinvolgerà il più possibile persone implicate in prima linea e che rappresentino una testimonianza. Non ci vedo niente di male in questo anzi credo che possa essere utile per far capire che se determinate persone fanno la vaccinazione senza se e senza ma è una cosa poi valida e utile per tutti”, afferma.

Perché vaccinarsi?

“È importante per se stessi e per la protezione dei propri cari perché dal momento in cui tu non sei più un potenziale veicolo di infezione anche i tuoi cari, quelli che vivono con te, non la avranno. È importante per riprendere tutte le nostre attività in serenità e sicurezza quindi ha anche una valenza sociale“, questa la risposta dell’infettivologo del Sacco.

“Già dopo la prima somministrazione ci saranno effetti, ma dovranno passare alcuni giorni per l’immunità” spiega. “Vaccino costringe a risposta immunitaria, più forte rispetto a quando c’è infezione. Gli studi hanno dimostrato che dopo la somministrazione c’è una risposta immediata”.

Possibile terza ondata?

“Temo purtroppo che non riusciremo a vaccinare abbastanza persone per gennaio, quindi tocca ribadire che bisogna rispettare le norme e avere un comportamento ragionevole e ragionato. Non dobbiamo allungare il brodo al virus, per farlo bisogna avere la collaborazione di tutti. La campagna vaccinale è un’operazione titanica, se ci saranno difficoltà bisognerà cercare di affrontarle in modo positivo e costruttivo”, conclude Galli esprimendosi su una eventuale terza ondata del virus.

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