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Vaccino Covid-19, nelle Rsa del Piemonte tanti rifiuti del personale

Altra grana non semplice da risolvere. Intanto l'assessore alla Sanità in Puglia, Pier Luigi Lopalco, fa un appello al personale sanitario italiano.

Vaccino covid infermiera Spallanzani

Il giorno del vaccino contro il Covid-19 è finalmente giunto in Italia, ma un sondaggio non lascia per nulla tranquilli. Tanti esponenti del personale sanitario delle Rsa in Piemonte sarebbero molto scettici sul vaccino. La notizia è stata diffusa da la Repubblica che ha citato dei dati ben precisi.

Il momento della vaccinazione a Roma

Nel frattempo a Roma è partita la vaccinazione che prenderà piede già da domenica 27 dicembre in tantissime zone d’Italia. Le prime dosi riguardano il personale sanitario impegnato da mesi nella lotta contro il Coronavirus.

In ogni parte della Penisola sono infatti partite le vaccinazioni di medici e infermieri.

Intanto, secondo quanto riportato da la Repubblica, la situazione non sarebbe per nulla confortante, anzi. Stando infatti a un’indagine dell’Associazione nazionale Anaste sulle Rsa in Piemonte, che ha preso come campione mille dipendenti su 3.800 in servizio nel comparto sanitario, il 70% ha dichiarato la propria perplessità al vaccino contro il Covid-19 di Pfizer-Biontech.

Discorso differente invece nel Lazio (non male anche in Toscana) dove l’adesione è di 8.700 operatori su circa 11mila.

L’appello di Lopalco

Nel frattempo Pier Luigi Lopalco, assessore alla Sanità della Regione Puglia, nonché epidemiologo di professione, durante il primo giorno delle vaccinazioni ha rilasciato alcune dichiarazioni molto forti indirizzando il messaggio al personale sanitario che si oppone alla vaccinazione. “Spero di essere il primo a vaccinarmi nella fase uno. Il medico deve dare esempio – commenta Lopalco – se rifiuta la vaccinazione non è degno di questo mestiere“.

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