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Roma Nord, arsenico nell’acqua: prorogato il divieto d’uso

Roma Nord, la nuova ordinanza di Virginia Raggi sul divieto di utilizzo dell'acqua, presenza di arsenico nell'acquedotto Arsial di Malborghetto.

Acqua

Con una nuova ordinanza firmata dal sindaco Virginia Raggi, a Roma Nord ha una nuova proroga circa il divieto di utilizzo dell’acqua per la presenza di arsenico. Il veto in questione, in vigore fino al 31 dicembre 2021, interessa 61 utenze delle Capitale.

Riscontrata la presenza di arsenico nell’acquedotto rurale Arsial di Malborghetto. Tra le precitate utenze sono da segnalare anche famiglie con minori e anziani. Dunque per un altro anno, tali nuclei non potranno bere l’acqua del rubinetto della via Flaminia e strade laterali.

Roma Nord, presente arsenico nell’acqua

La presenza di arsenico nell’acqua di Roma Nord è una questione divenuta annosa. Più di un’amministrazione è stata costretta a monitorare la problematica, avvisando e aggiornando circa la qualità dell’acqua al fine di tutelare la salute dei cittadini.

Il divieto di utilizzo venne prorogato già a dicembre 2014 per i cittadini dei municipi XIV e XV, quando Roma era amministrata dall’allora primo cittadino Ignazio Marino. L’acqua di Roma Nord risulta velenosa dal 1998.

Proroga del divieto necessaria

La proroga del divieto di utilizzo dell’acqua a Roma Nord è una procedura necessaria, come fatto sapere dal Campidoglio, “per consentire l’espletamento delle attività tecnico-amministrative necessarie all’esecuzione dei lavori di risanamento dell’acquedotto che saranno gestiti da Acea Ato 2”.

Il veto rimane in vigore per l’area di Malborghetto. Situazione oramai sanata, invece, nelle aree di Brandosa, Monte Oliviero, Piansaccoccia, Santa Maria di Galeria, Camuccini, Santa Brigida e Casaccia-Santa Brigida.

L’importanza del monitoraggio

Il controllo dell’acqua che arriva nelle abitazione è di fondamentale importanza per evitare la contaminazione con sostanze nocive ma anche virus e batteri, come il caso della legionella. Ricordiamo, inoltre, come uno studio di Humanitas ha fatto chiarezza circa la trasmissione del coronavirus attraverso l’acqua degli impianti idrici delle case, in seguito ad alcune tracce di Covid-19 rinvenute nelle acque di Parigi.

Gli esperti spiegano come l’acqua del rubinetto non risulta affatto contaminata ed è possibile berla senza alcun rischio di contagio.

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