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Bassetti si vaccina: “Mi sento più forte. Obbligo per operatori sanitari”

L'infettivologo dell'ospedale San Martino di Genova è tra i primi a essersi sottoposto al vaccino. "Mi sento più forte", ha commentato Bassetti.

Matteo Bassetti vaccino
Matteo Bassetti vaccino

Non si arrestano i dibattiti e le polemiche, in particolare sull’obbligo di vaccinazione anti-Covid per medici e personale sanitario. Ad aver aderito alla campagna è Matteo Bassetti, celebre infettivologo del San Martino di Genova: il medico è tra i primi a essersi sottoposto al vaccino.

Matteo Bassetti si è sottoposto al vaccino

“Bisogna fare presto, imponendo l’obbligo vaccinale per il Covid a tutti gli operatori sanitari che operano con e per il sistema sanitario nazionale”, scrive sul suo profilo Instagram il professor Bassetti, che ha tuttavia messo in guardia sulla terza ondata. In caso contrario, il rischio “è di trovarci a fine febbraio con più non vaccinati che vaccinati.

I medici contro i vaccini “che fomentano l’opinione pubblica senza argomentazioni scientifiche” per Bassetti “dovrebbero essere i primi a fare un passo indietro.

Non occorre che lo facciano le istituzioni, dovrebbero farlo loro stessi, se amassero veramente la medicina moderna e quella dell’evidenza scientifica”. E dopo la vaccinazione, il medico genovese commenta: “Appena finita la vaccinazione. Mi sento più forte“.

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Mentre il premier Giuseppe Conte assicura che “non stiamo pensando di renderlo obbligatorio, è un’ipotesi che non stiamo considerando. Confidiamo di raggiungere una buona percentuale di vaccinati su base facoltativa“, il viceministro Pierpaolo Sileri si è detto “fiducioso” dell’adesione alla campagna vaccinale, specificando: “Se nei prossimi mesi la campagna non dovesse raggiungere i 2/3 della popolazione, allora si dovrebbero prendere delle contromisure. Tra queste, c’è l’obbligatorietà. Ma non è un problema attuale”.

Il governo non ha previsto l’obbligo di vaccinazione, ma tra le soluzioni ci sarebbe quella di un patentino “di immunità”. In occasione della tradizionale conferenza stampa di fine anno, il premier dichiara: “Ci sono varie proposte. Tra queste anche su chi, dopo essere stato vaccinato, abbia una abilitazione di maggiore mobilità. Non ci sarà il vincolo di obbligatorietà. Ma faremo comunicazione. Tolte le categorie prioritarie non ci sono indicazioni su altre”. Intanto, tuttavia, le statistiche indicano che un operatore sanitario su 5 non intende vaccinarsi.

Oltre a Matteo Bassetti, a favore dell’obbligatorietà del vaccino è Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. “Chi rifiuta il vaccino non può lavorare in corsia”, ha dichiarato. Dello stesso parere il coordinatore del Cts Agostino Miozzo. “Se gli operatori sanitari non faranno il vaccino, io sono per una forma di obbligo”, ha affermato Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute. “Tutti gli operatori sanitari, a partire dai medici, devono vaccinarsi contro il Covid e se non vogliono essere vaccinati devono essere sospesi dal servizio perché, appunto, non possono essere idonei al servizio che svolgono”, sono le parole di Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma.

Governo diviso sul vaccino

L’esecutivo è diviso anche sul fronte vaccino. I Cinque stelle sono contrari all’obbligatorietà. Il ministro Fabiana Dadone sostiene che sia sufficiente “una forte raccomandazione”.

Italia Viva, invece, preme affinché sia imposto l’obbligo. Per Renzi va introdotto “subito almeno per gli operatori sanitari e socio sanitari” e per il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, l’obbligatorietà sarebbe “una precondizione per chi lavora nel pubblico”.

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