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“Ha fatto il vaccino ed è in coma”, ma è l’ennesima bufala sul Covid

La vaccinazione sarà gratuita per tutta la popolazione e avverrà in strutture pubbliche

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Smentita a velocità della luce l’ennesima bufala sul vaccino contro il Covid 19. “Notizia bomba – recitava un post su Fscebook diventato subito virale -. Finisce in coma. (chiedo aiuto a verificarla!) Dr Andrea Russi, medico, politico 5 stalle, superpromotore del vaccino, voglioso di essere tra i primi a farsi avvelenare, subito dopo l’inoculazione del Farmaco capace di generare una modificazione del Dna finisce in coma in rianimazione al San Luigi di Orbassano(To)! Verifichiamo la notizia e se risulterà vera, cerchiamo di usare bene il suo sacrifici”.

Poche parole, ma che sono bastate a scatenare i no vax, che subito hanno fatto circolare la falsa notizia.

Ennesima bufala sul Covid

Per fortuna, Andrea Russi, torinese di 38 anni, tecnico radiologo all’ospedale San Luigi di Orbassano e consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Torino, dopo aver fatto fatto il vaccino contro il coronavirus giovedì 31 dicembre 2020 sta bene. “Non ho avuto alcun effetto collaterale – scrive su Rossi su Facebook – e dunque, a livello personale, il tam tam mediatico non mi preoccupa: chi mi conosce sa che al massimo posso riderci su.

Sono invece molto, molto preoccupato perché questo episodio è l’ennesima dimostrazione di quanto poco possa bastare per creare una fake-news e di quanto velocemente questa possa diventare virale a causa della necessità, da parte di chi crede in strampalate teorie complottiste, di trovare argomenti in supporto delle proprie tesi”.

E ancora: Il problema però è che il propagarsi di una bufala di tale portata può essere molto pericoloso in un momento in cui il vaccino è probabilmente l’unica arma efficace che abbiamo per uscire dalla pandemia”.

Infine: “Grazie alla scienza e alla medicina abbiamo finalmente un’arma sicura ed efficace per poter uscire da questo terribile incubo sanitario, economico e sociale. Ho scelto di vaccinarmi contro il covid non solo per proteggere me stesso e le persone con cui vivo. Ho fatto soprattutto una scelta di altruismo, di rispetto e di responsabilità verso i pazienti che assisto e verso le persone più deboli della nostra comunità”.

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