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Capodanno, presidente consiglio comunale Foggia spara dal balcone in un video

Ha suscitato polemiche un video in cui il presidente del consiglio comunale di Foggia Leonardo Iaccarino spara dal balcone per festeggiare Capodanno.

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Sta suscitando aspre polemiche un video girato a Capodanno in cui si vede il presidente del consiglio comunale di Foggia Leonardo Iaccarino sparare dal balcone per festeggiare l’addio al 2020. Il filmato è inoltre la seconda parte di un video salito agli onori delle cronache nelle scorse ore, avente come protagonista il figlio 16enne di Iaccarino, anche lui come il padre impegnato a sparare dal balcone con una pistola scacciacani.

Presidente del consiglio comunale spara dal balcone

Raggiunto dall’Ansa, l’esponente di Forza Italia ha commentato il video giustificandosi con il fatto che la pistola fosse caricata a salve: “Qualcuno si sta divertendo a mettere in giro questi video. Se qualcuno vuole contestare che stavo con una pistola a giocattolo, faccia pure. Mi sembra assurdo che stare con una pistola giocattolo sul balcone di casa possa essere un fatto determinante per chiedere le mie dimissioni.

Non mi dimetto. L’ha comprata mio figlio perché è una pistola giocattolo con tappo rosso. E io mi sono assicurato che si trattasse di un’arma a salve”.

In merito invece al video che vede protagonista suo figlio, Iaccarino aveva deciso di fare ammenda affermando: “Rammaricato per la lettura distolta ed inverosimile che si è data ad un gesto talmente irrilevante mi impone a chiarire che ciò che mio figlio Giacomo ha fatto la sera del 31 dicembre sul balcone di casa è un puro gesto goliardico dettato dalla festività e dalla sua età (sedicenne).

[…] Tuttavia, il ruolo istituzionale che ricopro mi impone a chiedere scusa a tutti coloro i quali hanno avvertito fastidio pensando a qualcosa di diverso”.

Le dimissioni del politico

A seguito del clamore suscitato dall’episodio, Iaccarino si è visto costretto nel pomeriggio del 3 gennaio a presentare le proprie dimissioni in una lettera indirizzata al sindaco di Foggia: “Come noto uno scampolo della mia vita privata è diventato, mio malgrado, di pubblico dominio. Ciò ha leso la mia immagine pubblica (che è stata sempre ineccepibile) e l’istituzione che rappresento. E’ superfluo evidenziare che sono del tutto consapevole che in una città ostaggio della mafia, in cui le pistole sparano per uccidere, è doveroso evitarne qualsiasi utilizzo, per il forte disvalore simbolico che esse rappresentano. […] Devo anteporre l’interesse dell’Istituzione che rappresento e della intera città, che per mia responsabilità si trova negativamente al centro della cronaca, e pertanto compiere un gesto per me doloroso ma inevitabile. Rassegno, pertanto, le mie dimissioni dalla presidenza dell’assise comunale.

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