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Scuola, Regioni contrarie alla riapertura il 7 gennaio

Mancano ormai pochi giorni alla riapertura delle scuole annunciata per il 7 gennaio. Le Regioni chiedono un nuovo confronto.

scuola regioni contrarie riapertura
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Manca ormai poco al ritorno di moltissimi studenti tra i banchi di scuola, il cui rientro è stato annunciato per il prossimo gennaio, eppure alla luce di un arrivo una terza ondata ormai sempre più temuta e ad una curva dei contagi che sta aumentando sensibilmente, le Regioni avrebbero chiesto un nuovo confronto per salvaguardare la salute di migliaia di studenti.

Moltissimi governatori si sono espressi al riguardo arrivando a chiedere che si proceda con un reinvio del rientro a scuola a cominciare dal Governatore della Regione Veneto Luca Zaia che ha insistito particolarmente su questo punto. “Se c’è preoccupazione diffusa nel paese che questa possa comportare ancora un rischio, alla luce dei numeri che ci sono, eventualmente ci si ritrova e si discute”, ha dichiarato il Governatore dell’Emilia-Romagna Bonaccini.

Scuola, regioni contrarie alla riapertura

A pochi giorni dalla riapertura delle scuole prevista il prossimo 7 gennaio, le Regioni hanno chiesto un nuovo confronto con il Governo affinché si proceda con un reinvio.”Se c’è preoccupazione diffusa nel paese che questa possa comportare ancora un rischio, alla luce dei numeri che ci sono, eventualmente ci si ritrova e si discute.

E capiamo anche il governo cosa ritiene, visto che ho sentito anche voci che provengono da esperti che il governo utilizza per prendere decisioni che poi riguardano la parte scientifica”, ha dichiarato il Governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

Non ha usato mezzi termini il leader della Lega Matteo Salvini che su Facebook ha dichiarato che nella situazione attuale non manderebbe a scuola le sue figlie aggiungendo: “Io domando al ministro Azzolina che cosa ha fatto per rendere sicuro il ritorno a scuola di 8 milioni di studenti, i nostri figli, e di 1 milione di insegnanti. In questi mesi di chiusure quanti insegnanti sono stati assunti? Quanti nuovi scuolabus sono stati comprati? Quante nuove classi sono state preparate? Non si può trattare la scuola come un tema di serie B”.

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