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Rider picchiato a Napoli, macelleria pronta a offrirgli un nuovo lavoro

Una macelleria di Ottaviano si è detta pronta a offrire un posto di lavoro al rider picchiato e rapinato a Napoli da una banda di ragazzini.

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Continua la gara di solidarietà per offrire un nuovo posto di lavoro a Gianni Lanciano, il rider picchiato e rapinato a Napoli da una banda di ragazzini. Nella giornata del 4 gennaio una macelleria di Ottaviano, comune dell’hinterland partenopeo, si è detta infatti pronta a dare un posto di lavoro all’uomo, in modo da dargli una seconda opportunità dopo lo spiacevole episodio del quale è stato protagonista.

Rider picchiato, macelleria gli offre un lavoro

A dare notizia dell’offerta della macelleria è stato il sindaco di Ottaviano Luca Capasso, che dopo un colloquio avuto con il gestore dell’attività Luciano Bifulco ha dichiarato: “Quello di Bifulco è un marchio rinomato, noto per la professionalità e la serietà: sono disponibili a dare un lavoro a Gianni Lanciano, il rider vittima della rapina, che ha espresso il desiderio di tornare a fare il macellaio.

Ci troviamo di fronte ad un atto di grande generosità e sensibilità, che da sindaco mi rende orgoglioso. Appena ho telefonato a Luciano ho trovato subito porte aperte”.

In seguito ha preso la parola anche lo stesso Bifulco, che ha affermato: Siamo pronti ad assumere Gianni Lanciano e anche altri: cerchiamo professionisti del settore della macelleria e della gastronomia.

Saremmo contenti di poter esaudire il desiderio di Gianni, di dargli un’opportunità di lavoro dopo il brutto periodo che ha trascorso”.

Le parole del rider

Emergono inoltre nuovi dettagli dell’aggressione subita da Gianni Lanciano, raccontati dallo stesso rider in un’intervista rilasciata al giornalista Gianluigi Nuzzi in una diretta sulla sua pagina Instagram: “Stavo andando a fare una consegna nei pressi di Secondigliano. Dopo aver fatto la consegna stavo rientrando al negozio e vicino all’aeroporto di Capodichino mi si sono affiancati due motorini intimandomi di fermarmi, mi hanno bloccato e da li hanno iniziato a tirarmi per sottrarmi il motorino”.

Lanciano ha in seguito aggiunto: “Ho cercato di farli ragionare dicendo che c’erano le telecamere, poi ho bleffato dicendo che stava arrivando la polizia. Loro hanno capito che era un bluff e hanno finito di pestarmi. […] Alla fine mi hanno tolto il motorino, che era un regalo di mia figlia, e quindi ho chiamato le forze dell’ordine. Ringrazio chi ha registrato il video rendendo tutto pubblico.

L’uomo ha inoltre raccontato di non essersi perso d’animo e di aver ripreso immediatamente a lavorare il giorno successivo nonostante il pestaggio subito: “Il giorno dopo però ho preso la mia macchina e ho continuato a lavorare, perché se mi fermo cosa risolvo?. Citando la solidarietà dei cittadini partenopei nei suoi confronti poi, il rider si è rivolto direttamente ai suoi aggressori: “Faccio appello a questi ragazzi, prendere esempio da questa generosità”.

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