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Aumento casi Covid, Locatelli: “Colpa dello shopping di Natale”

Il presidente del Css è preoccupato dell'aumento di casi Covid in Italia, però dice: “I numeri non giustificano un nuovo lockdown".

coronavirus franco locatelli
coronavirus franco locatelli

Continuano ad aumentare i casi Covid in Italia. Il professore Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e componente tra i più autorevoli del Cts, intervistato dall’Huffington post, dice che non si tratta di essere “ottimista” o “filogovernativo”, ma di dare “una prospettiva di evoluzione e indirizzo”.

“L’impatto che registriamo sulla curva epidemica deriva da quello che è stato fatto nel periodo precedente il Natale – spiega -. Bisogna mantenere alta la guardia”, ma “la prospettiva c’è” e così “i segnali positivi”. Tra questi, ovviamente, l’inizio della campagna vaccinale.

Aumento casi Covid in Italia

Parlando più in dettaglio proprio del vaccino Locatelli dice: “Cinque giorni sono ancora pochi per trarre conclusioni definitive. I numeri raggiunti dimostrano come il Paese sia stato in grado, seppur, con eterogeneità significative sul territorio, di attivare uno sforzo organizzativo e logistico non da poco.

Domenica mattina eravamo a 84.000, in due giorni sono state vaccinate quasi 100.000 persone. Il mio giudizio, con tutte le cautele del caso, è positivo. Ora la percentuale di vaccinazioni va portata su uno standard più omogeneo, e deve essere livellata verso l’alto. Più persone riusciamo a vaccinare nel minor tempo possibile, meglio è”.

E ancora: “Abbiamo iniziato con gli operatori sanitari e subito dopo c’è il discorso degli ultraottantenni.

Il piano vaccini c’è, le priorità sono state fissate. Si è partiti con operatori sanitari e ospiti delle Rsa, poi si passerà agli ultraottantenni e dopo si scenderà di età per passare poi alla vaccinazione di forze dell’ordine, insegnanti, personale carcerario e – per un Paese segno di grande civiltà – detenuti”.

Locatelli apre anche al richiamo dei medici e degli infermieri in pensione: “Tutto quello che serve a far vaccinare più persone nel minor tempo non deve essere aprioristicamente scartato. Era la logica per cui si è considerato l’apporto dei medici specializzandi”.

Infine: “Gli studi clinici che hanno portato all’autorizzazione di Ema e Food and Drug Administration indicano che entrambi i vaccini hanno un’efficacia pari al 95% e che la stessa si ottiene compiutamente tra i 7 e i 14 giorni dopo la seconda iniezione. Procedere sulla via inglese con una sola somministrazione mi sembrerebbe come esplorare un luogo che conosciamo assai poco. Le stesse autorità britanniche valutano il cambio dei vaccini tra prima e seconda iniezione e il prolungamento dell’intervallo fra le 2 dosi da somministrare, come ipotesi da considerare eccezionalmente e sotto forte pressione pandemica. Una prescrizione, invece, va rispettata con assoluto rigore”.

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