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Regioni divise per colori, Gimbe: “Rivediamo i piani, non funziona nulla”

Tornano ad aumentare i casi di coronavirus nel nostro Paese, con numeri di contagi alti e ancora nessun impatto dei vaccini

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Ancora in salita i casi Covid in Italia, la fondazione Gimbe punta il dito sulla suddivisione delle Regioni per colore. “A cavallo del nuovo anno i dati documentano l’inversione della curva dei nuovi casi, in calo da 6 settimane consecutive, e l’incremento percentuale dei casi totali (5,5% vs 4,6%).

Numeri sottostimati dalla decisa frenata dell’attività di testing nelle ultime due settimane accompagnata dal netto aumento del rapporto positivi/casi testati che schizza al 30,4%”, ha fatto sapere il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta in un’intervista pubblicata da Fanpage.

Regioni divise per colori

La situazione grave è confermata dal monitoraggio della stessa associazione. “Tra il 29 dicembre e il 5 gennaio, rispetto alla settimana precedente, si è assistito a un nuovo aumento di contagi nel nostro Paese con un conseguente incremento anche nel rapporto tra positivi e casi testati.

Tornano anche ad aumentare i decessi”.

E ancora: “L’aumento dei nuovi casi è un fenomeno che interessa pressoché tutte le Regioni”. Solo “le curve di ricoveri e terapie intensive mostrano i primi cenni di risalita e l’occupazione da parte di pazienti Covid continua a superare la soglia critica del 40% in 10 Regioni, mentre per le terapie intensive si supera quella del 30% in ben 11 Regioni”.

Quindi Gimbe accusa: “Le nostre analisi documentano che, a circa 5 settimane dal picco, il sistema delle Regioni ‘a colori’ ha prodotto effetti moderati e in parte sovrastimati: i casi attualmente positivi per la netta riduzione di casi testati nel mese di dicembre, i ricoveri e le terapie intensive per gli oltre 20 mila decessi nelle 5 settimane di osservazione”.

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