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Direttore Reithera: “Vaccinato potrebbe trasmettere il virus”

Il direttore di Reithera, casa farmaceutica italiana non vuole mettere fretta al processo di produzione del vaccino tutto italiano.

vaccino reithera
vaccino reithera

Il direttore di Reithera Marco Soriani ha parlato del vaccino che la casa farmaceutica italina sta sviluppando, ma senza particolari accelerazioni di tipo scientifico. Per quanto riguarda il virus, il project manager non esclude che un paziente guarito dal covid possa comunque trasmetterlo nonostante la produzione di anticorpi.

Vaccino italiano di Reithera

Marco Soriani, direttore e project manager di Reithera ha parlato del processo di sviluppo del vaccino anticovid della sua azienda. “Stiamo lavorando a un vaccino tutto italiano. Noi abbiamo accelerato sulla burocrazia, sul recruiting, nella condivisione dei dati, nella collaborazioni ma possiamo dire che in termini di qualità e quindi di sicurezza non c’è stata nessuna accelerazione“.

Per quanto riguarda la trasmissibilità del virus però il project manager di Reithera resta cauto: “A dire il vero sulla trasmissione del virus in soggetti che hanno neutralizzato il virus e bloccato la malattia non abbiamo certezze.

Escludere a livello scientifico che ci possa essere un minimo di carica virale che risieda nelle muscose nasali dopo la vaccinazione a oggi non è possibile“.

A che punto è il vaccino?

Secondo quanto previsto dalla presidente di Reithera Antonella Folgori, il vaccino italiano potrebbe già essere pronto per la prossima estate. “Siamo in attesa di capire i contorni della partecipazione statale. Tuttavia, il discorso è avviato di certo ci servono le risorse pubbliche per portare avanti la produzione“.

Così ha dichiarato la responsabile del progetto.

Ricordiamo che la fase 1 ha verificato la sicurezza del vaccino e la sua capacità di produrre anticorpi, ottenendo un successo pari al 94%. Si tratta di pazienti tra i 18 e 55 anni, ma la presidente di Reithera si aspetta comunque esiti positivi anche dai vaccini somminsitrati a pazienti più anziani.

Il vaccino è stato sviluppando utilizzando la tecnologia del vettore virale, in linea con il modus operandi di AstraZeneca. In questo caso perà le dose italiane saranno realizzate a partire dall’adenovirus del gorilla.

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