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Covid, Ricciardi sulla situazione in Italia: “Chiudere tutto per un mese”

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Anche il microbiologo Andrea Crisanti è convinto che le attuali restrizioni non siano sufficienti a contenere il Covid.

Ricciardi
Ricciardi

“Chiudere tutto per un mese a partire da settimana prossima”, ha detto Walter Ricciardi, preoccupato per “questi numeri” sui contagi da Covid in Italia. Ricciardi ha parato in un’intervista all’Huffington Post: “Bisogna ragionare sulla base dei numeri e delle evidenze scientifiche, non inseguire obiettivi utopici”, continua.

Secondo il professore un lockdown prolungato servirà, quindi, a far abbassare la curva per ricominciare a tracciare e continuare la campagna di vaccinazione. La stessa opinione è condivisa anche da Andrea Crisanti.

Covid, preoccupa la situazione in Italia

“Il Governo adotta soluzioni che molto spesso non recepiscono gli input rappresentati dai colleghi – dice -. Prova ne è il fatto che continuiamo a inseguire il virus e invece dobbiamo anticiparlo. Gli altri Paesi hanno preso atto che l’unica strategia da adottare è una soluzione più energica.

Probabilmente ci arriveremo anche noi, ma in ritardo. Frutto, quest’ultimo, dell’eccessiva frammentazione dei centri decisionali”.

E ancora: “L’eccessiva frammentazione decisionale fa sì che il Governo non sempre recepisce le evidenze scientifiche rappresentate, come dicevo, dal ministro della Salute e da altri ministri e dunque si traduce in ritardi nelle scelte, che invece richiedono celerità”.

Insomma, l’unica soluzione è un altro lockdown: “La Gran Bretagna ha decretato un lockdown di quasi tre mesi, la Germania e la Francia l’hanno prolungato di un altro mese.

Quando, come da noi, non riesci a tracciare e arrivi a migliaia di casi al giorno, l’unica strategia è bloccare. Ossia adottare un lockdown prolungato“.

Infine: “Servirebbero due mesi, ma noi non partiamo da zero, quindi un mese può andare bene. Per far abbassare la curva, ricominciare a tracciare e nel frattempo vaccinare a tutto spiano. Nel momento in cui si perde il controllo del tracciamento, i decisori devono capire che l’andamento è esponenziale, che avrai decine di migliaia di casi al giorno e centinaia di morti. Io avevo ipotizzato che a febbraio avremmo contato quarantamila morti, purtroppo ci siamo già arrivati. Se continuiamo così il mese prossimo arriveremo a 95mila morti“.

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.


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Mattia Pirola

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.

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