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Covid, Crisanti: “Correre o il virus giocherà d’anticipo”

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Le parole del direttore del dipartimento di Medicina molecolare e virologica dell'Universita di Padova.

Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova, ha voluto parlare del Covid e della reazione del virus alla campagna vaccinale che sta avvenendo in tutto il mondo. Questa reazione, che non può essere prevista con certezza assoluta, non deve essere sottovalutata.

Crisanti sul Covid

La scienza sa come si comporta un virus e di conseguenza si aspetta ciò che poi in effetti accade” ha spiegato l’ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova. Come riportato da avvenire.it, il professore ha spiegato che il virus non è intelligente, ma ha alle spalle milioni di anni di evoluzione, mentre gli umani sono gli ultimi arrivati sulla Terra. “Alla nostra intelligenza scientifica qualsiasi batterio o virus oppone una capacità di creare varianti che resistano a farmaci e vaccini.

Il coronavirus del Covid muta meno di molti altri virus, perché è dotato di un gene ‘correttore di bozze’ che tende a correggere gli errori in fase di replicazione, ma il suo comportamento è ingannevole, ha già dimostrato di saper fare le sue mutazioni anche aggressive, e ha creato parecchia confusione, basti vedere il caos attuale in Gran Bretagna, dove l’elevata contagiosità della variante inglese sta causando un numero altissimo di morti, nonostante la bassa letalità del virus” ha spiegato Crisanti, che ha sottolineato che introdurre un vaccino durante il picco di contagi potrebbe spingere il virus a selezionare una nuova variante per aggirarlo.

Secondo il professore in questo momento è importante correre e vaccinare più gente possibile, per non dare al virus il tempo di reagire. La paura è quello che una volta vaccinate le prime decine di milioni di italiani gli altri si rilassino e non si riesca a raggiungere il traguardo del 70% di popolazione protetta. “Questo tipo di atteggiamenti darebbe una opportunità al virus con effetti devastanti. Non solo dobbiamo accelerare ma restare estremamente attenti fino alla fine della campagna vaccinale, il prossimo autunno: la profilassi evita che ci ammaliamo ma ancora non sappiamo se evita anche che ci infettiamo e quindi contagiamo i non vaccinati. In teoria non dovrebbe accadere, il vaccino dovrebbe inattivare il virus appena lo incontra” ha aggiunto Crisanti.

Chi non si vaccina mantiene alta la circolazione del virus, e questo ne trae vantaggio generando nuove varianti magari resistenti alla risposta immune indotta. Se per sventura ci riesce, reinfetta anche tutti i vaccinati e torniamo inermi” ha spiegato Andrea Crisanti, riferendosi alla posizione delle persone che non vogliono effettuare il vaccino. “I vaccini di Pfizer e Moderna inducono l’organismo a produrre la proteina Spike (che è la testa d’ariete con cui il virus penetra nelle nostre cellule), in modo da addestrarlo a riconoscerla e quando arriva quella vera, attaccata alla corona esterna del virus, la combatte. Un virus potrà mutare una piccola parte della testa d’ariete, non tutta, quindi il vaccino ha ogni probabilità di restare efficace anche sulle varianti, tipo quella inglese o la sudafricana. Invece il farmaco va a colpire un solo sito della Spike: se muta proprio quello, l’anticorpo monoclonale si può buttare via. L’umanità passerebbe in un attimo dal bianco al nero. Di nuovo, la soluzione è correre con i vaccini prima che possa accadere” ha spiegato il professore. Secondo il medico la soluzione sarebbe quella di fare un lockdown totale di un mese e dopo una vaccinazione di massa. “Ma la popolazione è stressata dai troppi tira e molla, per cui resta un unico forte appello: rifornire continuamente le regioni di dosi di vaccini Pfizer e Moderna. Il vaccino di AstraZeneca ha avuto inciampi, risulta che nei pazienti che per errore hanno ricevuto metà dose la protezione è maggiore, il che richiederebbe di ricominciare la sperimentazione da zero… Invece l’Inghilterra, pressata da oltre mille vittime al giorno, ha una fretta talmente disperata che ha deciso di iniettare le dosi intere” ha spiegato Crisanti. Il Veneto è stato preso da esempio per il perfetto metodo di tracciamento, ma ora è in vetta alle classifiche per numero di contagi e vittime. Secondo il professore è dovuto alle aperture precoce e all’utilizzo improprio di tamponi rapidi, che hanno un alto margine di errore. “In Veneto vige la prassi di fare il vero tampone molecolare a chi col tampone rapido è risultato positivo, invece va fatto il contrario, bisogna ricontrollare solo chi risulta negativo: il falso positivo non fa male a nessuno, il falso negativo è una mina vagante, se dai alla persona la sicurezza di non essere contagiosa andrà a trovare gli anziani genitori o a cena dagli amici. Il tampone rapido va bene per indagini di massa indicative, dove non serve precisione, ma non per dare la certezza a un singolo. Il fatto è che se ne sono acquistati per 148 milioni di euro e ora bisogna smaltirli” ha concluso il professore.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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