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Reddito di Cittadinanza, ma hanno droga in casa e 50mila euro

Tre cagliaritani sono finiti in manette perché percepivano il reddito di cittadinanza ma in casa avevano droga e 50mila euro.

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

Tre cagliaritani sono finiti in manette perché percepivano il reddito di cittadinanza ma nella loro casa hanno trovato droga e più di 50mila euro in contanti. Il fatto è accaduto a Cagliari, dove gli agenti della Squadra mobile, sezione “reati contro il patrimonio“, sono intervenuti.

Droga e soldi in casa

Ieri mattina, 20 gennaio 2021, al termine dell’indagine, tre uomini di Cagliari sono stati arrestati con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, detenzione di munizionamento da arma comune da sparo, di materiale esplodente e anche ricettazione. M.G, 34 anni e già noto alle forze dell’ordine, A.M.M, 35 anni, e M.A, 50 anni sono finiti in manette con queste pesanti accuse.

Il primo, sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali, si dedicava ad un’attività di spaccio. Per riuscire ad eludere i controlli, custodiva la droga in una casa in via La Somme. Durante la perquisizione, portata a termine in collaborazione con l’unità cinofila antidroga della Guardia di Finanza della Compagnia di Cagliari, sono stati sequestrati 3,6 kg di marijuana e 1,6 grammi di cocaina, 33 cartucce calibro 38 special, due artifizi pirotecnici di fattura artigianale (illegali), materiale utile al confezionamento dello stupefacente e vari oggetti rubati.

In quella casa, inoltre, è stata sequestrata anche la somma di 52mila euro in contanti, nascosti in una cassaforte dentro un armadio. Questo denaro è stato ottenuto grazie allo spaccio e non è assolutamente proporzionato alla condizione patrimoniale dei tre arrestati, visto che erano tutti e tre beneficiari del reddito di cittadinanza. I poliziotti hanno anche trovato un tesser e uno “jammer”, disturbatore di frequenze radio, utile a eludere eventuali intercettazioni. Inoltre, sono stati messi sotto sequestro due auto e due scooter intestati ad un prestanome.

M.G. è stato portato alla casa circondariale di Una a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre gli altri due sono rimasti in casa in attesa dell’udienza di convalida.

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